[RECENSIONE - PREMIO STREGA] ADDIO FANTASMI - NADIA TERRANOVA - EINAUDI


Cari amici lettori sognatori, oggi vi parlerò di un libro che, dal momento della sua pubblicazione, ha avuto un posto speciale nel mio cuore. Quando ho saputo che era uno dei dodici semifinalisti al Premio Strega 2019 ho voluto subito rileggerlo, soffermandomi sulle parti che mi avevano emozionato particolarmente.
Lettori sognatori oggi ho il piacere di parlarvi del libro “Addio fantasmi” di Nadia Terranova, edito da Einaudi.


IL ROMANZO

Genere: Narrativa Contemporanea
Data di uscita: 25 Settembre 2018
Prezzo cartaceo: 17,00€
Prezzo ebook: 9,99€


Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l'ha richiamata in vista della ristrutturazione dell'appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l'ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è più tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un'identità fondata sull'anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell'assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d'infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.


Più che una recensione la mia sarà una lettura condivisa con voi di alcune parti iniziali del libro che mi hanno entusiasmato per la loro “crudezza” e mi ha stuzzicato l’idea di rendervi partecipi.
Ho ritrovato in queste pagine degli spaccati di vita che, indipendentemente dalla storia della protagonista Ida, sono particolarmente intimi, difficili da accettare e tantomeno da confidare a qualcuno, quindi confessioni reali e poco romanzate come piacciono a me. Io, non avendo esperienze personali simili, ho trovato comunque molti spunti di riflessione e di confronto che mi hanno spinto ancora di più ad apprezzare il lavoro dell’autrice. Non preoccupatevi perché riporterò solo alcuni spezzoni delle prime pagine che riterremo solo quasi introduttive al romanzo ma tanto profonde e ricche di significato.

Non funzionano mai le cose quando si trasportano da un’epoca all’altra, stanno bene dove stanno e c’è sempre un motivo per cui i ricordi devono restare nei ricordi e non venire a disturbare il presente.

Quante volte nella nostra vita abbiamo voluto ripetere delle esperienze positive vissute anni prima cercando di riviverle in un contesto diverso con persone diverse… ma è una tentazione da cui dobbiamo sottrarci per evitare delusioni, rimpianti e la cancellazione di ricordi meravigliosi. La nostra Ida invece ci ha tentato ma non ha ottenuto ciò che sperava, anzi ci ha guadagnato solo amarezza e tanta nostalgia.

La colpa, lo sapevo, era mia. Dovevo essere stata io a chiudermi per prima, disabituata com’ero all’apertura, alla comunione.

Quando lasciamo che le cose vadano avanti da sole, non dando importanza al fatto che tutto va coltivato ogni giorno, affrontando ogni situazione ed ogni emozione con serietà e con il giusto valore, ci trasciniamo verso una routine monotona che non piace sia a noi che a chi ci sta vicino … allora iniziamo a colpevolizzarci con o senza rimorsi. Ida lo ha capito!

Sono una donna adulta inchiodata dalle bambole della sua infanzia.Noi non conservavamo per ricordare, ma per sperare.

Ho trovato sin da subito queste parole meravigliose; ho pensato a quanto l’autrice abbia raccontato della sua vita in queste righe e a quanto ancora oggi abbiano valore. E’ affascinante il fatto che Ida si senta una donna realizzata ma al contempo non sia mai cresciuta; ha ancora bisogno delle sue bambole che le ricordano un periodo spensierato della sua infanzia ed è importante per questo che siano sempre lì presenti a ricordarle che il suo futuro non è un doloroso passato.

La notte porta prossimità a ricordi urticanti, insonnia e disperazione.Potrebbe aiutare pensare al sesso, se riuscissi a concentrarmi.

Ida si trova nella sua camera della casa di famiglia in Sicilia, è nel suo letto, una luogo così intimo per lei che racchiude un’infinità di emozioni ma al contempo fa riemerge la paura, l’incertezza, l’inadeguatezza e il sonno tarda ad arrivare; la mente purtroppo gioca dei brutti scherzi perché ci mette a confronto con noi stessi, con tutto ciò che vogliamo dimenticare ma che è saldamente ancorato dentro il nostro corpo.
Quante volte, quando ci ritroviamo nel nostro letto, la nostra mente non ci da tregua; vorremmo solo riposare, ritrovare le forze perdute ma nulla … è impossibile perché c’è sempre qualcosa di estremamente fastidioso che ci tiene svegli.

La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunizione alla fine delle parole.Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive. Mio padre, quella mattina, aveva deciso di scivolare via …

Tutta la vita di Ida, sino a quel giorno, gira intorno a queste parole. Ogni sua azione sin da ragazzina è stata condizionata dalla scelta di suo padre di non morire ma di fuggire, scappare, scivolare silenziosamente dalle vite di sua moglie e di sua figlia lasciandole prive del perché di quel comportamento egoista inaspettato, improvviso e tanto crudele. 
Nessun essere vivente comprende l’abbandono e proprio per questo non si riuscirà mai ad analizzarlo, a superare la rabbia, il dolore e il disgusto per un gesto tanto vile. E’ vero che non si muore per un abbandono ma è anche vero che il suo fantasma rimarrà al nostro fianco fino a quando non diremo:” ti perdono”.
E’ stato detto tanto su questo libro; per la quasi totalità erano critiche positive perché è un bel libro, scritto bene, mai noioso e ripetitivo. L’autrice ha saputo riportare nero su bianco una storia … una storia a cui possiamo affezionarci per anni senza mai cambiare idea su di essa; una storia credibile e importante che celebra la rinascita e la voglia di rivalsa di chi ha subito un torto inaccettabile.
A mio avviso “Addio fantasmi” è pienamente meritevole di ricevere un riconoscimento tanto prestigioso come il Premio Strega.

La memoria è un atto creativo: sceglie, costruisce, decide, esclude; il romanzo della memoria è il gioco più duro che abbiamo.



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