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[RECENSIONE] L'ULTIMA RIVALE DI COCO CHANEL - JEANNE MACKIN - RIZZOLI


Buongiorno cari sognatori,
oggi vi parlo di un libro che mi ha coinvolta in tutto e per tutto: si tratta de L'ULTIMA RIVALE DI COCO CHANEL di Jeanne Mackin, edito Rizzoli (che ringrazio immensamente per la copia cartacea)!

Jeanne Mackin è autrice di romanzi storici; ha conseguito un master in scrittura creativa presso il Bennington College. All'inizio della sua carriera ha lavorato come sceneggiatrice per un popolare programma scientifico e ha collaborato con diverse testate giornalistiche.
I primi frutti del suo talento arrivano però nel 1990, quando Jeanne diviene insegnante di scrittura creativa presso l'Ithaca College.
Vive attualmente con suo marito, artista e scrittore Steve Poleskie, a New York.


IL ROMANZO


Titolo: L'ultima rivale di Coco Chanel
Autore: Jeanne Mackin
Data di uscita: 29 Ottobre 2019
Genere: Narrativa straniera storico-contemporanea
Pagine: 400


Fu il blu a rendere unico l’audace colore creato da Elsa Schiaparelli, il rosa shocking: un rosa permeato di blu, che muta un pudico rossore del viso in una scossa elettrica. Con quel tocco di blu, Schiaparelli trasformò il rosa da fanciulle nel colore della seduzione. Le dame della moda francese: Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli. La Parigi degli anni Trenta è il loro campo di battaglia. Coco, fino ad allora regina incontrastata dell’haute couture, innovatrice del vestire femminile con la sua idea di libertà e praticità, è obbligata al confronto con l’irriverente ed eccentrica Schiap. Una diversa rivoluzionaria, che con un gusto surrealista irrompe sulla scena: veste la principessa di Windsor, propone l’indimenticata collezione “Circo” e inventa il rosa shocking. Due couturier entrate nel mito, due visioni differenti della moda, frutto di biografie distanti che si intersecano con gli eventi tragici della Seconda guerra mondiale nella Parigi occupata.
L’ultima rivale di Coco Chanel è il ritratto di due donne straordinarie, le cui vicende private si svelano a comporre un affresco storico e corale di raro fascino.

[BUON COMPLEANNO SARA] - DAL TUO TEAM



Cara Sara,
è già qualche anno che ci conosciamo, anche se ci sembra che sia da molto più tempo.
Conoscerti è stato un regalo: quando l'affetto supera la soglia del tempo razionale, significa che ha acquistato un valore aggiuntivo! 😊
Tutto è nato per una passione comune: la lettura... ma forse non solo questa, anche la sensibilità di leggere tra le righe e di "parlare e scrivere" di quel che ci emoziona. Prima o poi dovrai raccontarci cosa ti abbia spinta quel giorno a scegliere di contattare proprio noi per dare il nostro supporto a questo blog pieno di libri, di racconti e di sogni...
Hai conosciuto Francesca per caso, su Instagram, un anno e mezzo fa. Mariel non crede al caso, dice che è tutto collegato ad uno strano destino, che siamo tutte unite da un filo rosso. O forse verde mare, il colore del nostro magnifico blog.
Era una calda mattina di luglio quando, rispondendo ad una tua email, provò a chiamarti per la prima volta. Aveva letto un post di Emma Fenu in cui diceva che una sua amica stava cercando collaboratrici per un blog dal nome speciale: Diario di un sogno. Hai risposto dopo un solo squillo e sin dal primo istante Mariel seppe che quella vocina che rispondeva dall’altro capo del telefono… in qualche modo le avrebbe cambiato la vita. “Benvenuta nel nostro team, spero non ti dispiaccia ricevere migliaia di messaggi al giorno sul nostro gruppo!”
Da quel momento in poi tutto è cambiato per davvero.
È proprio grazie a questo blog che ci siamo conosciute, grazie a questo blog che ne abbiamo combinate di tutti i colori (balletti della felicità compresi), è grazie a questo blog che abbiamo vissuto nuove vite cartacee e scoperto tanti personaggi e storie che hanno arricchito la nostra vita reale! Hai fatto appassionare una di noi al moscato e al porceddu/proceddu... e un po' meno alle salite! Grazie a te ogni giorno viviamo un'avventura diversa: leggiamo, scriviamo, interagiamo col mondo letterario e abbiamo la possibilità di viaggiare, scoprire posti nuovi in cui sentirci ambasciatrici della letteratura.
Sei una vera amica: sempre disponibile, comprensiva, collaborativa, sincera e leale. Ci sei stata anche quando sarebbe stato più difficile: a te basta un piccolo dettaglio per capire se qualcosa non va e sei incredibilmente capace di confortare anche solo con poche parole. Siamo distanti, eppure i tuoi abbracci arrivano sempre più forti e sempre più veri. Non puoi neanche immaginare il bene che ti vogliamo!
Lavorare con te è appagante, avvincente e divertente. Abbiamo tanti progetti in ballo e tanti altri ne verranno. Siamo sicure che saranno strepitosi e che ci regaleranno tante emozioni, perciò pensiamo che Diario di un sogno sia il posto giusto dove farti gli auguri (anche qui ovviamente, perché scommetto che i nostri messaggi privati verranno letti da te prima di questo post... 😜) e dove permettere anche ai Sognalettori di lasciare un pensiero per festeggiare questo giorno insieme alla splendida persona che sei.
Sappi che ci troverai sempre di fianco a te.

PER UN GIORNO DI SERENITÀ FATTA DI QUELLE PICCOLE COSE IMPORTANTI PERCHÉ VERE..
PER UN GIORNO PASSATO A SORRIDERE INSIEME ALLE PERSONE CHE AMI..
TANTI, TANTISSIMI, AFFETTUOSI AUGURI CARA BOSS! 🎂🎉😘📖💖


UN ABBRACCIO FORTISSIMO DA STEFY (LA MIELOSA), LARA, FRANCESCA E MARIEL
Ti vogliamo bene 💛
Buon compleanno amica nostra!

[RECENSIONE] THE CHAIN - ADRIAN McKINTY - LONGANESI


Buongiorno Sognalettori,
oggi sul blog vi parlo di un libro che ha fatto molto discutere in questi ultimi mesi.

Adrian McKinty è nato e cresciuto a Belfast negli anni del conflitto nordirlandese. Figlio di un ingegnere navale costruttore di caldaie e di una segretaria, dopo aver studiato filosofia a Oxford grazie a una borsa di studio si è trasferito negli Stati Uniti, per insegnare inglese alle superiori. Il suo thriller d’esordio, Dead I Well May Be, è stato selezionato per il Dagger Award 2004 e ha un’opzione per i diritti cinematografici con la Universal Pictures. I suoi libri hanno vinto l’Edgar Award, il Ned Kelly Award, l’Anthony Award, il Barry Award e sono stati tradotti in oltre 20 lingue. Adrian McKinty è critico letterario per il Sydney Morning Herald, l’Irish Times e il Guardian. Vive a New York con la moglie e i due figli. In via di pubblicazione in 35 paesi, The Chain diventerà presto un film prodotto dalla Paramount. http://adrianmckinty.blogspot.com/ @adrianmckinty http://facebook.com/adrianmckintybooks

VITTIMA. RAPITORE. CRIMINALE. COSA SEI DISPOSTO A FARE PER SALVARE LE PERSONE CHE AMI?
IL THRILLER CHE TIENE INCATENATI I LETTORI DI TUTTO IL MONDO.

IL ROMANZO


Titolo: The Chain
Autore: Adrian McKinty
Data di uscita: 29 Agosto 2019
Genere: Narrativa straniera | Thriller
Pagine: 352


Mi chiamo Rachel Klein e fino a pochi minuti fa ero una madre qualunque, una donna qualunque. Ma adesso sono una vittima. Una criminale. Una rapitrice.
È bastato un attimo: una telefonata, un numero occultato, poche parole. Abbiamo rapito tua figlia Kylie. Segui le istruzioni. E non spezzare la Catena, oppure tua figlia morirà.
La voce di questa donna che non conosco mi dice che Kylie è sulla sua macchina, legata e imbavagliata, e per riaverla non sarà sufficiente pagare un riscatto. Non è così che funziona la Catena. Devo anche trovare un altro bambino da rapire. Come ha fatto lei, la donna con cui sto parlando: una madre disperata, come me. Ha rapito Kylie per salvare suo figlio. E se io non obbedisco agli ordini, suo figlio morirà.
Ho solo ventiquattro ore di tempo per fare l’impensabile. Per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a me: togliermi il bene più prezioso, farmi precipitare in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirò soltanto compiendo qualcosa di efferato.
Io non sono così, non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Ma non ho scelta. Se voglio salvare Kylie, devo perdere me stessa.

[L'ETA' DALLA MIA PARTE] IL TOUR AGLI OCCHI DI MARIEL - 1° puntata


Buongiorno Sognalettori!
Nei giorni precedenti vi ho parlato di un libro a cui tengo molto: L’ETÀ DALLA MIA PARTE di Alessandro Casillo, edito DeA Planeta (potete trovare la mia recensione QUI).

Si tratta di un autore “fuori dal comune” poiché seguo questo baldo giovane dacché ne ho memoria (correva l’anno 2010!)
Alessandro Casillo è un cantante che ha conosciuto il successo a soli tredici anni, prendendo decisioni molto difficili per un adolescente e restando sempre con i piedi per terra. La sua profonda umiltà è sempre stata alla base dello stretto legame che ha instaurato con i suoi fan: è incredibile come ancora oggi ci siano folli come me disposti a seguirlo ovunque lui vada!

Esatto, cari lettori!
L’età dalla mia parte ha portato Casillo a girare l’Italia per presentare il suo capolavoro.
Il tour ha visto protagoniste molte città italiane a partire dalla bella Roma, per poi toccare Nola (NA), Milano, Torino e Bari. Come ben sapete, proprio quest’ultima è la mia città e non avevo alcuna intenzione di perdermi un evento simile!


Avevo già visto il cantante qualche giorno prima, durante un live a Foggia e non stavo nella pelle all’idea di dover fare il bis!
Questa volta non si sarebbe trattato di musica, ma del mio “campo di battaglia”: un romanzo. Per anni ho sperato che Alessandro scrivesse un nuovo libro in cui avrebbe parlato di sé; non sono affatto il tipo di persona che sbraita per degli ideali, ma in lui ho sempre visto tutto ciò che mi serve per sorridere. È folle attribuire la propria felicità a qualcuno, eppure è sempre stato così, devo ammetterlo! Mi basta un suo sorriso per ricordare che il sole splende tutti i giorni, anche quando il cielo pare più cupo. Da ragazzina mia nonna me lo ripeteva in continuazione: non ti ho mai vista così felice come quando ascolti quel ragazzo; ti trasformi completamente!
Aveva ragione. L’ha sempre avuta.

Chi già conosce Casillo sa che è stato fermo per quattro anni per portare a termine gli studi e per realizzare se stesso in ambito lavorativo… ma la musica chiama! Ricordo che gli chiedevo spesso quando sarebbe tornato, mi mancava quel ragazzino capace di emozionarmi e riascoltavo le sue vecchie canzoni per non dimenticare!
Quando poi è tornato per davvero ho promesso a me stessa che avrei messo da parte tutte le mie convinzioni da “quasi adulta” e avrei vissuto a pieno ogni singolo istante: Alessandro torna ed io sono pronta da una vita.
Avevo immaginato a lungo quel momento in cui sarei riuscita a riabbracciarlo e crescendo provavo a convincermi che non sarebbe mai successo. In questi anni sono successe tante cose, siamo completamente cambiati e le nostre vite non sono più le stesse… eppure nel momento in cui, il 30 maggio, ho riabbracciato Casillo dicendogli “sapevo che saresti tornato” mi sono sentita stringere forte mentre mi sussurrava “e non vado più via”.
Credo non esista amore più forte e puro di quello di una vecchia fan nei confronti nel proprio mito.

Per questo, una volta uscite le date del firmacopie del suo libro, ho preparato la valigia e sono partita per Napoli. Alessandro sarebbe stato a Bari esattamente sei giorni dopo, ma io avevo quattro anni di abbracci da recuperare.
Così assieme a Mery, una cara amica con cui ho il piacere di condividere la mia passione per la musica da dieci lunghi anni, ho alloggiato nella città di Napoli.
Il firmacopie si sarebbe tenuto nel centro commerciale “Vulcano Buono” a Nola e secondo i nostri calcoli sarebbe stato semplice arrivarci in treno… invece no!

PICCOLA NOTA:
INFORMATEVI PER BENE PRIMA DI AVVENTURARVI PER LE FERROVIE NAPOLETANE: NON CHIEDETE INFORMAZIONI AD UNA SOLA PERSONA, MA A TRE O QUATTRO!

Insomma, chi ci ha venduto il biglietto ha praticamente omesso di dirci che avremmo dovuto effettuare un cambio treno ad una fermata particolare facendoci credere che fosse un treno diretto; nel momento in cui ho chiesto ad un passeggero quante fermate mancassero ancora… ho scoperto che saremmo dovute scendere allo stop precedente! Panico!
Il signore, gentilissimo, ci ha spiegato che scendendo a una fermata X (della quale non ricordo il nome) avremmo dovuto prendere il treno verso Porta Nolana, per poi prenderne uno differente in via Nola. Ed ecco che… il tanto atteso “treno della speranza” ha fatto ritardo gravando sulla coincidenza che avremmo trovato una volta raggiunta la prima stazione.
Dopo una lunga chiacchierata con una dolcissima signora siamo finalmente arrivate a P.N. , ma il treno direzione Nola è partito proprio sotto i nostri occhi e non potevamo farci nulla. Il successivo sarebbe arrivato soltanto a firmacopie concluso.
Eravamo DISPERATE e grazie all’aiuto di Dalila e Nello, del b&b che ci ospitava, siamo riuscite a raggiungere il Vulcano Buono!

Nel frattempo le ragazze del fandom napoletano cercavano di spiegare ad Alessandro e suo fratello Michele che avevamo affrontato un lungo viaggio per loro e che eravamo rimaste bloccate a causa dei mezzi! I fratelli Casillo avevano un aereo da prendere e l’evento era volto quasi al termine… eppure hanno voluto aspettarci! Ovviamente ho dovuto fare una bella corsa per tutto il centro commerciale e sono arrivata stremata dinanzi a loro mentre una guardia urlava felice “sono arrivate le ragazze di Bari!”. Una parte di me avrebbe voluto nascondere la testa sotto la sabbia, mentre l’altra cercava solo di riprendere fiato!
Chiunque in un momento simile sarebbe rimasto in silenzio, ma io non ci ho capito più nulla. Ricordo solo di aver cominciato a parlare senza sosta (povero Alessandro!). Non avevo fiato per la corsa appena conclusa eppure non volevo smettere di parlare a tal punto che mi sono sentita dire “calmati, ti faccio portare un po’ d’acqua?”
MA QUALE ACQUA, IO AVEVO BISOGNO DI OSSIGENO!

Nonostante l’assurda disavventura, ne è valsa davvero la pena.
Ho avuto modo di parlare con Casillo del nostro blog, del progetto a lui dedicato e delle impressioni circa il suo libro.
Non è stato un incontro lunghissimo, ma è il più importante: parlare con lui della cosa a cui tengo di più (questo blog) mi ha fatto sentire viva ed ho finalmente avuto l’occasione di mostrargli il suo autografo sul mio braccio, fatto in quel di maggio, che ora è parte indelebile sulla mia pelle.

Da piccola ho promesso che sarebbe stato un “per sempre” e così sarà.





INVECE COSA SARÀ SUCCESSO A BARI?
APPUNTAMENTO ALLA TERZA E ULTIMA TAPPA DEDICATA A L’ETÀ DALLA MIA PARTE!

[RUBRICA 3VOLTEMAMMA... PICCOLI SOGNALETTORI SI DIVENTA] #3 FRANCESCA E JACOPO


Buongiorno Piccoli Sognalettori,
bentrovati in questo inizio dicembre; fra pochi giorni sarà Natale.
Quest’anno non abbiamo ancora avuto tempo di pensare alle decorazioni perché il mese di novembre ci ha visti sempre ammalati, un po' a turno e un po' insieme. 

Ne abbiamo approfittato per leggere moltissimo ed oggi vi parliamo di un libro che è frutto di una nuova collaborazione, ovvero “Mio! Mio! Mio!” di Anuska Allepuz, edito Lapis Edizioni, che ringrazio moltissimo per aver accolto con così grande entusiasmo il nostro progetto e per aver spedito questo libro.

Se per caso oggi è la prima volta che arrivate a leggere la mia rubrica, vi lascio i link delle due puntate precedenti:
la presentazione alla rubrica QUI.
e la prima rubrica libro + ricetta QUI.



I protagonisti di questa storia sono 5 elefanti che vivono nella giungla. La prima illustrazione rappresenta chiaramente il loro carattere e la tipologia di vita che conducono: ognuno di loro è indipendente ed ha un frutto preferito che si procura autonomamente. 

Il messaggio che mi ha trasmesso, da adulta, è stato quello dell’individualità, dell’essere sì parte di un gruppo, ma di non farne parte concretamente. Questi elefanti mi hanno dato l’idea di essere “staccati” l’uno dall’altro.
Durante una delle loro passeggiate all’interno della giungla scoprono un albero che non avevano mai notato prima, carico di strani frutti gialli decisamente accattivanti.
Per restare fedeli al loro individualismo decidono, al grido di “Mio!”, di tentare, singolarmente, la raccolta del frutto.

Qui inizia la parte più divertente del libro, quella in cui Jacopo ha riso moltissimo.
Si vedranno elefanti soffiare, volare, arrampicarsi sul tronco e lanciarsi di corsa verso l’albero nel tentativo di sradicarlo.
Tutti tentativi vani però, perché il frutto resta saldamente attaccato al ramo.
Gli elefanti, presi dalla loro ingordigia e dal loro egoismo, non si erano accorti di non essere gli unici ad essere attratti dai nuovi frutti.
Eh sì, perché anche 5 topolini avevano notato il nuovo albero, ma, in maniera molto più furba e soprattutto, aiutandosi gli uni con gli altri, erano riusciti ad arrampicarsi sul tronco e a raccogliere il frutto così a lungo desiderato.
Una parola colpisce la loro attenzione "È tutto NOSTRO!”
Nostro? Mmhhh…
Finalmente capiscono che, per raggiungere l’obiettivo, è necessario aiutarsi ed unire le forze, esattamente come hanno fatto i topolini.
Ed è così che tutti insieme riescono a raccogliere il frutto e a gustarlo in compagnia.

È una storia molto profonda, che insegna ai bimbi l’importanza della condivisione, dell’aiuto reciproco e dell’essere (e sentirsi) parte di un gruppo.
Jacopo sta affrontando la fase del possesso; è tutto suo e guai a chi glielo tocca. Ovviamente per me e papà Andrea non è sempre facile gestire le sue esternazioni, soprattutto se consideriamo che la povera Camilla si trova spesso a mani vuote perché suo fratello le porta via qualsiasi gioco lei decida di prendere.
Questo libro è arrivato nel momento migliore e mi è stato molto d’aiuto.
Leggerlo con Jacopo mi ha permesso di fargli capire che anche se un gioco è “suo” perché gli è stato regalato, può condividerlo e prestarlo agli amici; giocare insieme è più bello e soprattutto costruttivo.
Ogni tanto ritorna alla carica con “Quello è mio!”, rivolto alla sorella, ma sono sicura che presto supereremo anche questa fase 😊


Viste le continue malattie dei nani e soprattutto l’inappetenza che queste hanno causato, questa settimana non abbiamo una nuova ricetta da presentarvi. 
L’unico cibo che hanno mangiato volentieri è stato il loro yogurt preferito, il Fruttolo (e anche qui si è scatenata una lotta su quale fosse il vasetto di Jacopo e quale di Camilla…).
#paroladiJacopo


[RUBRICA VERSI DI UN SOGNO] MARIEL #1


Ciao Sognalettori!
Benvenuti al nostro appuntamento mensile dedicato alla POESIA: questo è VERSI DI UN SOGNO!
Per chi ancora non mi conosce, sono Mariel, mi approssimo ai ventitré anni, sono laureanda in Lettere del Teatro e… amo un genere letterario che in molti hanno dimenticato! Proprio per questo, mese per mese, vi proporrò dei libri circa questo genere e analizzeremo assieme quelli che mi sono piaciuti e quelli che invece scarterei dalla zona poetica.
Insomma, CHE QUALCUNO SALVI LA POESIA!

A tal proposito vi porrò una domanda: COS’È LA POESIA?
Il termine deriva dal greco poièo, che significa “fare, produrre”: la poesia nasce quindi dalla tendenza dell’uomo a produrre composizioni verbali attraverso il suono e il ritmo, i quali assumono una particolare importanza…

PILLOLA DI STORIA!
La poesia ha origini antichissime, che addirittura anticipano la parola scritta: si pensi alle antiche civiltà (in particolar modo greche) che basavano la loro cultura sulla trasmissione orale. Gli aedi cantavano miti e leggende, norme morali, religiose e sociali che, una volta impressi nella memoria, venivano formulati in versi secondo precisi schemi ritmici, ovviamente servendosi della musicalità del linguaggio! Ancora oggi, in alcune città dell’Albania, si dice che ci siano degli aedi che incantano con la loro memoria poetica.
Resta un mistero come i più grandi componimenti quali l’Iliade e l’Odissea siano stati composti oralmente rispettando una metrica fin troppo precisa. C’è chi dice che il famoso Omero (se davvero sia esistito) abbia provato a scrivere e a abbozzare alcuni versi; teoria che non mi sorprenderebbe: solo un genio potrebbe comporre A MENTE un capolavoro immortale!
E voi, cosa ne pensate?

Ritroviamo due generi di poesia: epica e lirica.

La prima si presenta sottoforma di esametro, il classico verso eroico;

La poesia lirica, invece, si chiama così proprio per la sua antica caratteristica d’esser accompagnata da uno strumento particolare: la lira. A differenza della poesia epica diviene manifestazione della soggettività dell’autore; nasce così l’io lirico.


Ma ora, miei cari Sognalettori,
vorrei parlarvi del primo libro che ho scelto per voi: I MIEI PASSI NEL SILENZIO di Antonio Tanzillo, edito Kimerik!



Verso dopo verso Tanzillo ci conduce nel suo mondo, che è fatto di piccole grandi cose.
Ci parla del suo animo di sognatore, dei brividi sotto un cielo stellato, della poesia di due mani che si ritrovano, dell’amore verso le sue figlie, dell’amicizia e della bellezza del guardare il mondo con gli occhi vivi di chi ancora sa stupirsi.

“[…] chiudo gli occhi e immagino la tua mano
senza parlare le stelle ci diranno.”

(Dalla poesia Notte di San Lorenzo)

È un inno all’amore vero, non mi riferisco a quello interpersonale, ma all’Amore come sentimento vitale, quello che ci permette di sorridere ogni giorno! Ma cos’è la vita se non Poesia?

“È il miracolo della poesia,
delle sue cose semplici
composta
delle sue condivisioni universali
formata,
unisce afflati dell’umana passione
per ricondurci mano nella mano
allo stupore di una vita da vivere.”

(Dalla poesia Emozioni da un amico)

Credo che ognuno di noi abbia un’interiorità nascosta, un sentimento che non espone mai.
Ho sempre rigettato tutto tra pagine d’inchiostro, sin da bambina è stato il mio metodo di sfogo: al famoso “diario segreto” preferivo taccuini, quaderni e fogli volanti. A undici anni cominciai a scrivere delle lettere per me, che avrò il piacere di leggere nel 2021 (almeno così dice la busta!)
Ma cosa accadrebbe se qualcuno scoprisse le nostre ombre?
Ecco, l’amore è proprio questo: accarezzare e lasciarsi accarezzare le ombre in un complesso di fiducia e sostegno reciproco; l’amore è qualcuno che legga le nostre pagine sporche e scelga di restare.

Assorto leggo
Il tuo quaderno sgualcito,
dei tuoi scritti
ho impresso ogni umore,
della tua penna
conosco il suo inchiostro.
In questo giorno
Dove il sole arride,
diventano,
ogni parola e segno,
tue appuntite spade,
a consumare nel tuo cantuccio
i tuoi oblii e non solo.
Ti ho sorriso,
ti ho parlato,
ti ho teso la mia mano,
senza scudi e maschere
ti ho mostrato la mia spalla.

A te, ai tuoi oblii.””

(I tuoi scritti)

Mi ha colpito molto lo stile di questo poeta, semplice e diretto. Ritrovo molto di me nella sua scrittura che, senza dubbio, approvo! Leggendo sono rimasta come pietrificata perché mi sembrava che quei versi fossero stati scritti proprio da me!
Si tratta di una metrica libera e d’impatto: non ha costrinzioni di alcun tipo e arriva dritta al cuore. Mi sono battuta a lungo per abbattere l’idea che la poesia corrisponda a una semplice frase “buttata lì” e finalmente leggo un libro come si deve!



APPUNTAMENTO AL MESE PROSSIMO,

CON UN NUOVO LIBRO DA SCOPRIRE E UNA PILLOLA POETICA TUTTA PER VOI!