Buongiorno Sognalettori,
oggi vi propongo l'intervista fatta a Giovanna Uccheddu, autrice del romanzo "Domani ancora" edito La zattera. Amo dare spazio agli autori italiani, ma in questo caso sono ancora più orgogliosa perchè Giovanna è Sarda proprio come me. Dopo aver letto tutta l'intervista troverete le informazioni sul romanzo 💙💙💙
1. Cosa rappresenta per te la scrittura?
Mi piace dire, scherzando ma non troppo, che la scrittura è la mia psicoterapia. Per una persona chiusa come me scrivere è un atto catartico che permette di far uscire fuori, attraverso vicende e sentimenti dei personaggi, quel mondo interiore che faccio molta fatica a mostrare all’esterno.
2. Che tipo di lettrice sei?
Una lettrice onnivora. Spazio dai classici della letteratura alle proposte più di nicchia, passando per la saggistica storica, a cui ho riservato un’intera sezione della mia libreria: chi mi conosce sa che è una mia grande passione!
3. Raccontaci qualcosa del tuo libro.
Josto, Nina e Bianca sono tre fratelli. Appartengono a un’antica famiglia cagliaritana che ha subito un rovescio di fortuna: il padre, negli anni Trenta, si è rifiutato di allinearsi all’ideologia fascista e ha perso tutto. Ma ciò che sembra un disgraziato episodio si rivela l’occasione, per i ragazzi, per confrontarsi con se stessi e scegliere cosa vogliono diventare, chi vogliono essere. Senza sentieri predisposti dal destino. Nina, la protagonista principale, dovrà lottare contro molti dei pregiudizi intorno alla figura femminile per costruirsi il futuro che desidera, attraverso l’istruzione e il lavoro. E imparerà a mettere da parte i propri, di pregiudizi, quando conoscerà Guido, un uomo che si è fatto da sé partendo dal nulla, che farà traballare tutte le sue certezze.
4. Come è nata l'idea di questo libro? La trama è stata chiara già dall'inizio o hai costruito la storia pian piano durante la scrittura?
Più che la trama sono stati chiari i personaggi. Fin da piccola ho “tormentato” gli anziani, di famiglia e non, perché mi raccontassero le loro storie di gioventù. Nel tempo, frasi, immagini ed episodi staccati tra loro si sono ricomposti attorno a figure sempre più definite che hanno iniziato a chiedermi, con una certa insistenza, che le portassi in vita e rendessi loro giustizia, perché non si perdesse memoria di tutte quelle piccole grandi storie che sono il nostro passato recente. Così mi sono lasciata guidare dai personaggi e attorno a loro ho costruito la trama.
5. Scegli un estratto, particolarmente significativo per te, dal tuo libro e parlacene.
In questo dialogo Nina e Guido si confrontano per la prima volta a cuore aperto, mostrando di essere capaci di superare le reciproche diffidenze dovute alla diversa classe sociale ed educazione.
«Con la caduta della famiglia siamo stati costretti a confrontarci con noi stessi. Come tu stesso hai visto, mia madre non è riuscita a superare la cosa e a guardare avanti, e così ha continuato a vivere con lo sguardo rivolto al passato e il costante pensiero di ciò che avrebbe potuto e dovuto essere. La sua vita è diventata un groviglio di rimpianto, amarezza e ansia per il futuro. Mio padre invece ha scoperto un lato di sé che non credeva esistesse quando si è ritrovato a svolgere con gioia un lavoro che fino al giorno prima aveva guardato con sufficienza».«E tu? Che insegnamento ne hai tratto?».«Io ho appreso che bisogna imparare a bastare a se stessi, in primo luogo. Che un albero genealogico non serve a proteggerti dai rovesci della vita, e che tu devi essere pronto ad affrontarli, oppure ne verrai travolto e ucciso. E soprattutto che l’albero genealogico non è garanzia sufficiente della rispettabilità delle persone o delle famiglie».«E che cosa lo è, invece?».«Il cuore, Guido. Il cuore degli uomini. Dobbiamo essere capaci di guardare oltre le appartenenze politiche, oltre le ideologie, a maggior ragione oltre un titolo nobiliare o di studio, e osservare invece i sentimenti di chi ci sta davanti. È allora che si scopre che certi Signori in realtà non lo sono per niente, mentre altri, più umili e meno colti, hanno una nobiltà d’animo da far invidia a un principe».
6. La citazione che useresti per descriverti in questo momento e quella che descriverebbe il protagonista del tuo libro.
Per descrivere me in questo momento userei una citazione di Winston Churchill, un personaggio storico che amo (tradotta suona più o meno così):
“Mi piace quando accadono le cose, e se non accadono mi piace farle accadere.”
Per descrivere i fratelli Roya, invece, userei una citazione dal diario di volo di Josto, perché si adatta bene al loro mettersi in discussione:
“Me lo diceva sempre, il babbo, che la sfida è con se stessi. Sono le tue paure e le tue insicurezze, ciò con cui ti devi confrontare quando sei in volo, e quelle paure io le ho guardate in faccia e le ho domate, come facevo con Galante.”
7. Altra domanda, altra citazione… Pronta? Quale useresti per descrivere al meglio la tua avventura da autrice?
Direi una frase di Doris Lessing: “È incredibile quanto impari su te stesso quando scrivi in prima persona di qualcuno diverso da te.”
8. Per concludere, prenderei una parola chiedendoti di trovare un libro per ogni lettera che la compone.
D: “Il diavolo in corpo” di Raymond Radiguet, per come descrive gli abissi in cui siamo capaci di precipitare per amore
O “Gli occhi del drago” di Stephen King, per come svela che l’essenza dell’uomo è GOD ma anche DOG, a seconda del verso in cui leggi il suo appellativo, a riprova che il bene e il male sono sempre intrecciati
M “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, perché ogni volta che lo rileggo trovo che sia straordinariamente attuale
A “Le avventure di Tom Sawyer” perché la scena in cui dovrebbe dipingere la staccionata è un esempio esilarante di come manipolare il prossimo per motivarlo a fare con entusiasmo un lavoro noioso e ripetitivo
N “Nanà”, di Émile Zola, perché la parabola di questa donna bella, insolente e profondamente triste mi tocca il cuore
I “Italo Balbo”, di Giordano Bruno Guerri, perché Balbo è un personaggio poco conosciuto su cui Guerri ha saputo gettare luce in modo limpido
IL ROMANZO
Titolo: Domani ancoraAutore/Autrice: Giovanna Uccheddu
Editore: La Zattera
Data di uscita: 1 gennaio 2018
Genere: Narrativa
Pagine: -
Prezzo cartaceo: 18,00€
Prezzo ebook: -
Scegliere. Ad ogni costo. Pur di fare la cosa giusta. Anche se è difficile: soprattutto negli anni Trenta, quando le coscienze degli italiani sono narcotizzate dal rigore e dalle fanfare del Regime. In questo contesto, Giacomo Roya decide di rinunciare agli ideali giovanili per allinearsi al potere fascista e garantire ai propri cari una vita sicura. Lo fa soprattutto per suo figlio Simone che da troppo tempo, ormai, cammina sul filo del baratro pur di seguire una passione politica che lo costringerà a sacrificare privilegi e ricchezze, non solo per sé ma anche per la figlia Nina. Anche lei, come i fratelli Josto e Bianca, sceglierà di sfidare il destino pur di ricamarsi un futuro che le somigli e non più servito in sorte su un piatto d'argento, al momento della nascita. Guido Loi, invece, mosso dall'ambizione e dal desiderio di ascesa sociale, a trent'anni ha già raggiunto ricchezza e successo. Aggredisce la vita a morsi e coglie tutte le opportunità di godimento. Il Ventennio abbatte in un soffio i rigidi steccati fra le classi sociali, favorendo l'improbabile incontro tra Guido, l'uomo che si è fatto da sé, e Nina, la discendente di un'antica famiglia caduta in disgrazia. Un incontro che porterà scompiglio, imponendo ai due scelte nuove e sempre più difficili, alle quali, però, non sembrano essere preparati. Come l'esercito italiano che, proprio in quei mesi, si addentra fiducioso nella palude di un conflitto mondiale che si rivelerà presto colmo di dubbi e vuoto di certezze.




Si legge. Fila via veloce ed in certi tratti il lettore si trova nella scena, nel racconto, tanto si è catturati dalla prosa.
RispondiEliminaBeh... è stato jn piacere leggerlo.