[RECENSIONE] CECITÉ MALAGA - BENJAMIN LACOMBE - RIZZOLI


Buongiorno Sognalettori!
Oggi vi parlo di "CECITÉ MALAGA" di Benjamin Lacombe, pubblicato in Italia da Rizzoli.

L’AUTORE

Benjamin Lacombe è un autore e illustratore francese. Compie i suoi studi presso l’Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs di Parigi (ENSAD) lavorando contemporaneamente per la pubblicità e l’animazione; all’età di 19 anni firma i suoi primi libri di fumetti e illustrazioni. Il suo lavoro si ispira al mondo delle fiabe, ai racconti per bambini e ragazzi ma anche ai classici della letteratura.
Lacombe è tradotto e premiato in numerosi paesi; ha esposto i suoi lavori nelle più importanti gallerie del mondo come L’Art de rien (Parigi), Dorothy Circus (Roma), Ad hoc art (New York), Maruzen (Tokio).
Vive e lavora a Parigi.


IL ROMANZO

Cecite Malaga. Edizione italiana - Rizzoli Libri

Titolo: Cecité Malaga
Autore: Benjamin Lacombe
Traduttrice: Francesca Mazzurana
Data di uscita: 15 Marzo 2022
Genere: Narrativa Contemporanea Straniera | Albo illustrato
Pagine: 40

L'artista prodigio era famosa in tutto il Paese.
La gente voleva ammirarla e pensava di conoscere la sua leggenda.


Da un'esperienza personale, l'artista Benjamin Lacombe racconta la storia di una ragazzina priva di memoria e della vista che diventa funambola e si abbandona al rischio di cadere non potendo guardare l'altro capo del filo da raggiungere.


RECENSIONE DI MARZI VERONICA

Ringrazio Rizzoli per la copia cartacea del libro e Lara Milano per aver corso dietro un sogno per me.

Vi invito a entrare nel mondo onirico di questo libro cliccando il link sottostante:




Inizia così il nuovo e malinconico albo illustrato di Benjamin Lacombe: una storia che parla di resilienza, di coraggio e di forza d’animo.

La fune sottile scricchiolò tendendosi sotto il suo piede.
La ragazzina, dall’incarnato di porcellana esile e dritta come un fuso, lasciò la piattaforma e si avventurò lungo la fune fissata una ventina di metri al di sopra del pubblico.

La pelle lattiginosa e il costume di paillettes
risplendevano alla luce abbagliante del riflettore.

Avvolti dall’oscurità entriamo come scostando un drappo del sipario, nel tendone di un circo.
Su una fune, sospesa nel vuoto c’è una ragazza, sembra un uccello, ci ipnotizza.
Opalescente creatura, abituata al pubblico, ne ascolta i battiti, senza tradire nessuna emozione.

La ritroviamo bambina comparire davanti al tendone del signor Franconi, che ne intuisce il potenziale rendendola una stella. Cecité non vede, ha subito un trauma e dovrà trovare la forza di non abbassare mai più il capo, di incantare e sorprendere anche se stessa. Ogni suo spettacolo di funambolismo è una danza pericolosa, ma lo sarebbe di più lasciarsi andare nel baratro del ricordo.
L’abisso non è sotto la fune, ma nel suo passato.

Il buio si dirada poi, sfogliando le pagine: il testo è cadenzato da fogli velati, un gioco di trasparenze che rendono la lettura un percorso sensoriale.

La luce si sostituisce lentamente all’ombra, la memoria riaffiora dolorosa, i colori ritornano come in una vertigine post traumatica.
Una falena è caduta alla ricerca della fiamma, inebriata dai profumi e circondata di violette, si bagna di lacrime.
Le ferite sono state curate, ma il dolore si è risvegliato da un antico torpore.

Cecité aveva aperto gli occhi.

Come in un quadro di Dalì, la realtà a colori si fonde con gli incubi, si scioglie al sole, si mescola alla veglia.

E non avrebbe voluto richiuderli mai più.

Si reinventa, dal dolore e dal buio rinasce, come la vita prepotentemente.
Non sarà uguale al prima, è necessaria una metamorfosi, un adattamento vitale.

Impossibile non immedesimarsi e chiedersi come sarebbe la nostra vita senza il senso della vista, quali le difficoltà oggettive e quante quelle psicologiche.
Proprio da una esperienza personale pregressa in merito, l’autore ha preso ispirazione per raccontarci questa storia malinconica. Non poter vedere, anche se temporaneamente, crea incertezza che crea necessariamente un nuovo sguardo: un modo personale di vedere il mondo, di percepire l’esterno.

Avere una disabilità porta a trovare strategie di sopravvivenza, l’istinto ad andare avanti permette di superare le oggettive difficoltà. Questo albo illustrato porta con sé un messaggio potente: non bisogna arrendersi, ci si può adattare, esistere e resistere.
Il disagio viene sconfitto con coraggio dalla nostra protagonista.
Cecité, poetica equilibrista tra passato e futuro, mi ha conquistata: chiudo gli occhi e respiro.

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