[RECENSIONE] MOLTISSIMO - MARGARET ATWOOD - PONTE ALLE GRAZIE


Buongiorno Sognalettori!
Come sempre, Sara ha pensato di assegnarmi il libro giusto al momento giusto.
Da quanto tempo non parliamo di poesia, quella vera?

Ebbene sì, oggi vi racconterò delle straordinarie emozioni che ho provato leggendo MOLTISSIMO, di Margaret Atwood, edito Ponte alle Grazie (che ringrazio immensamente per la copia cartacea super gradita!). 😍 📖

Come già avete visto nella precedente recensione di Veronica e Sara QUI , Margaret Atwood è nata nel 1939 ad Ottawa è una delle voci più conosciute della narrativa e della poesia canadese.
Ha esordito a diciannove anni (ehi, mi ricorda un po’ le mie origini! Ma magari fossi come lei!) e ha pubblicato oltre venticinque libri oltre a sceneggiature per la radio e la televisione canadese. Vi basta questo per capire quanto io la ammiri.
Accennerò solo L’altra Grace (1996) per lasciarvi intendere quanto sia nota l’autrice in questione.
È stata più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Nel 2017 ha vinto il Raymond Chandler Award, premio letterario dedicato alla scrittura noir. Quest’anno, invece, ha ricevuto il Premio Speciale Lattes Grinzane. Un mito, insomma.


IL ROMANZO


Titolo: Moltissimo
Autore: Margaret Atwood
Data di uscita: 9 Settembre 2021
Genere: Poesia
Pagine: 304

Dopo oltre dieci anni, la nuova raccolta di poesie di Margaret Atwood.

È una parola antica, che va sbiadendo.
Moltissimo volli.
Moltissimo pregai.
Io lo amai moltissimo.


Come ben sapete, quando si tratta di poesia, sono sempre in prima linea.
Immaginavo che questo libro fosse un percorso, come quasi tutti i libri di poesia, ma ci ho trovato molto di più. Margaret parte con un testo agghiacciante, per poi superarsi gradualmente, lasciando intendere, poesia per poesia, ferite ancora più grandi mascherate dietro frasi apparentemente innocenti.

Vi ho mai raccontato di avere un taccuino con la scritta GOD SAVE THE POETRY?
Qui annoto tutte le poesie che mi hanno affascinata sin dal primo istante e che mi piace rileggere durante la giornata; era inevitabile che riservassi una pagina alla poesia d’apertura della Atwood.
Si chiama POESIE TARDE e, ovviamente, vorrei la leggeste con me:

Queste sono le poesie tarde,
Quasi tutte le poesie sono in ritardo,
ovvio: troppo tardi,
come una lettera spedita da un marinaio
che arriva dopo che è annegato.

Troppo tardi per essere di aiuto, certe lettere,
e le poesie tarde non sono diverse.
Arrivano come via mare.

Di qualsiasi cosa si tratti è già accaduta:
la battaglia, il giorno di sole felice, il chiaro di luna
che diventa voglia, il bacio d’addio. La poesia
si arena sulla riva come un detrito.

Oppure tardi e la cucina è chiusa:
tutte mangiate o fredde le parole.
Galeotto, sorte e disfatto,
o sospesi, attese e un poco,
pensoso, dolente, desolata.
Persino amore e gioia: vecchi canti pluri-masticati.
Sortilegi arrugginiti. Ritornelli consunti.

È tardi, è molto tardi,
troppo tardi per ballare.
Allora, canta quel che puoi.
Accendi la luce: canta ancora,
canta: Ora.

Penso che delle parole del genere siano troppo superlative per essere commentate.

Andando avanti ritroviamo una Margaret che esprime il suo dolore per la perdita di una parte di sé: sua sorella.

Quando dormo tu appari
Io sono un bambino allora
E tu sei giovane e ancora mia sorella.
[…]
No, resta, io ti chiamo
Mentre ti allontani:
rimani qui a giocare!

“Ho bisogno che tu sia in qualche luogo…”

L’elaborazione del dolore e la continua ricerca della sua complice la porteranno a una profonda introspezione in cui denuncerà l’ingiustizia di un mondo dove esistono solo stereotipi e sessismo. La violenza contro le donne dominerà la scena.

Qualcuno vuole il tuo corpo.
[…]
Potresti donarlo, questo corpo,
come creatura generosa qual tu sei,
o svenire e vedertelo sottratto
[…]
Dagli il bacio d’addio, al corpo
Che un tempo era tuo.
[…] balla o sanguina sull’erba.
Non ne avevi bisogno comunque,
attirava troppe attenzioni.
Molto meglio solo un’ombra.

Qualcuno vuole la tua ombra.

Nella parte finale, invece, vedremo una Margaret fare i conti col futuro.
Non spoilero nient’altro!


È un libro scritto DIVINAMENTE, una vera forma d’arte.
Chapeau.

#GODSAVETHEPOETRY

Alla prossima Sognavventura!


1 commento

  1. Che meraviglia! Prima o poi vorrei leggere qualcosa della Atwood!

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