[REVIEW PARTY] "LA DODICESIMA CLESSIDRA" - ISABELLA VINCI - Self pubblishing



Buongiorno Sognalettori! Come state?
Non so voi, ma io in questo periodo sono molto felice di avere i libri accanto a me, perché leggere mi fa svagare, mi fa sognare, mi porta fuori dalle quattro mura di casa e soprattutto mi fa sperare che presto la situazione migliorerà...

Oggi vi parlo di un libro che ho avuto modo di scoprire e leggere grazie ad un Review Party al quale ho deciso di partecipare a nome del blog. Il libro è “LA DODICESIMA CLESSIDRA” di Isabella Vinci.

Sì, il nome di quest'autrice non vi è nuovo, perché qualche mese fa sul blog avete già letto una mia recensione di un suo libro QUI.

Vi lascio qualche informazione sull’autrice, prima di parlarvi del libro, ma come al solito sotto al post aspetto i vostri commenti! 😉



Isabella Vinci è una Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva, dottoressa in Psicologia e Salute e dottoressa in neuroscienze cognitive e riabilitazione psicologica.
Ama leggere e scrivere, e da questo libro si capisce bene. Come mai? Non vi resta che leggerlo per scoprirlo! 😉


IL ROMANZO



Titolo: La dodicesima clessidra
Autore: Isabella Vinci
Data di uscita: 2 Aprile 2020
Genere: Narrativa italiana | Romance | Paranormal | Storico
Pagine: 290
Prezzo ebook in promozione: 0,99 €

Mar dei Caraibi, 1850.
Lady Emerald Blacksmith è in fuga da un matrimonio con un uomo riprovevole, quando viene catturata dal corsaro Benedict Rose. Ma il loro nemico comune li unirà in una battaglia contro l’ingiustizia. Benedict non è chi dice di essere, ma anche lei nasconde un segreto. Ecco perché non può cedere al fascino indicibile di Benedict e deve tenerlo a distanza.
Ma il passato è dietro l’angolo e chiama a gran voce la ragazza.
Un’antica popolazione, un’isola impenetrabile, bambini da salvare, misteriose e alquanto inquietanti profezie, sembreranno volersi frapporre alla passione che inesorabile nasce tra i due. Il viaggio di Emerald e Benedict è molto più arduo di ciò che credevano.
Riuscirà il loro amore a superare le terribili prove a cui sarà sottoposto?
Dodici sono i Custodi dell’Isola, dodici le clessidre.
E la sabbia della dodicesima ha appena iniziato a scorrere.


Primissimo libro dell’autrice, scritto 5 anni fa, ma pubblicato dopo varie revisioni, “La dodicesima clessidra” è un romanzo di genere misto, in quanto spazia tra il paranormal e lo storico, con qualche pizzico di ironia e sfrontatezza e la giusta dose di spirito avventuriero. Insomma un libro denso di vicende, con una trama incalzante e mille avventure.
Ma partiamo dall’inizio.

È il 1850 e all’alba di una splendida giornata estiva, quando il sole non è ancora spuntato all’orizzonte, la nave su cui viaggiano Lady Emerald Blacksmith (detta Al) e la sua sorellina Liz viene all’improvviso assaltata da una nave pirata. Subito Emerald cerca in tutti i modi di mimetizzare se stessa travestendosi da uomo e tagliandosi i lunghi capelli con un coltello, e fa nascondere la piccolina nel suo grande baule di vestiti.
Inizialmente i pirati scambiano Al per un ragazzo molto giovane… almeno fino a quando non compare il capitano dei pirati Benedict Rose, che decide di risparmiarla solo grazie alla sua sciocca audacia e alle sue risposte taglienti. Ma d’altronde Al ne ha già passate tante e quando vede gettato in mare il suo baule, non ci pensa un attimo e si tuffa per salvare la sorellina!
È così che fanno la loro vera prima conoscenza Al e il Capitano Rose, visto che, ormai tutta zuppa, Al non può più fingersi un ragazzo, con i vestiti appiccicati alle sue curve.

Benedict Rose è un nobile giovane britannico, neanche trentenne, alto e dal fisico asciutto, la barba lunga e trasandata, i capelli castano chiaro ed uno sguardo blu scuro, elettrico, intenso e crudele. Odia le donne, non si fida di nessuno, ha un passato doloroso alle spalle ed ha un acerrimo nemico: lo spietato Conte di Wilburn.
La nave che ha assaltato infatti era proprio diretta alla dimora del Conte, ma mai Benedict si sarebbe aspettato di trovarvi la fanciulla promessa sposa del conte! Soprattutto scoprendo poi che questa fanciulla dai capelli corvini su un viso dai lineamenti morbidi e dolci, il taglio degli occhi allungato, simile a quello dei gatti e dell’incredibile colore verde smeraldo, è una ragazza bellissima almeno tanto quanto è temeraria, sfacciata e senza peli sulla lingua!
Quindi come resistere alla tentazione di sfidarla e di tenerla prigioniera per scoprire meglio qualcosa su di lei?
Quel che però Benedict non immagina, è che anche Al prova la stessa sprezzante curiosità nei suoi confronti: un pirata che odia le donne ma che ha avuto la pietà di salvare lei e la sua sorellina e che passa così tante volte nella sua “cella” per stuzzicarla e punzecchiarla… non può essere così crudele come vuole far credere, no?
Se però Benedict nasconde un passato travagliato, quello di Emerald è un segreto ancor più sconvolgente e difficile da immaginare:

Chi era Emerald Blacksmith in realtà? Non si comportava secondo i dettami e le regole dell’etichetta. Parlava in modo strano, usando espressioni che non avevo mai sentito. Aveva progettato la fuga dal Conte. Aveva progettato un piano per riconquistare la sua libertà, mentre era stata privata di acqua e cibo per tre giorni. Lo sguardo che rivolgeva al mondo sembrava di acciaio, inflessibile. Ma ogni tanto le sue difese crollavano e ciò che pensava davvero le si leggeva in faccia. Trovava incomprensibili alcuni miei comportamenti, eppure le era bastato uno sguardo per capire chi fossi e perché dessi la caccia a quel bastardo. Era strano che non capisse alcune cose così essenziali. Mi sembrava assurdo, che non considerasse la sua bellezza notevole.

Varie avventure e disavventure portano i due a conoscersi un po’ alla volta e, sorprendentemente, a fidarsi l’uno dell’altra… soprattutto quando verranno inspiegabilmente catapultati nel mar dei Caraibi su un’isola misteriosa, L’Isola di Now.

Non l’avevo mai sentita nominare. Non era neppure presente in nessuna cartina che avevo studiato prima di partire. Forse era una qualche isola segreta, base dei pirati. Ma riflettendo su quanto mi aveva appena detto il capitano, non sembrava fosse così. Forse era un territorio inesplorato che aveva delle barriere naturali così impenetrabili da essere troppo pericoloso. Se era un’isola deserta, forse si sarebbe rivelata utile al mio scopo: fuggire e nascondermi fino a che il tempo me lo avesse concesso, dopo aver riportato Liz a casa sua.

Quest’isola dalla finissima sabbia bianca, circondata da un’alta scogliera rocciosa ed esternamente nascosta alla vista da una folta coltre di nebbia, possiede una ricca e folta vegetazione atipica ed un clima inusuale, ma soprattutto ha degli abitanti inaspettati che possiedono caratteristiche uniche.
Nonostante quello che può sembrare all’inizio, quest’isola sarà il luogo principale attorno cui verterà la maggior parte della trama, ed incuriosirà tanto i due protagonisti quanto i lettori!
Perché l’Isola di Now è di certo un’isola affascinante quanto potente, misteriosa quanto pericolosa, ed è solo passo passo assieme a Benedict ed Al che il lettore potrà scoprire cosa si cela dietro a quest’isola e perché diventi così importante e fondamentale per loro.

Per non parlare poi del rapporto tra i due protagonisti che, come due nemici-amici, avranno modo pian piano di capirsi davvero e di conoscersi meglio di quanto si sarebbero mai immaginati.

«Sono sempre stata un’anima spezzata, un’anima a metà. Persa in un tempo che non era il mio, persa in un luogo a me ostile. Senza sapere più da dove provenissi e dove dovessi andare. Senza sapere quale fosse la mia strada. Senza sapere se fossi impazzita, se avessi sognato la mia vita precedente. Senza sapere più chi fossi» gli accarezzai la guancia.
«Ora so che le risposte mi attendono qui. E so che c’è un motivo per cui ti ho incontrato, in quest’epoca, in questo momento. C’è un motivo per cui cercare delle risposte. Lo sento.»
Lui mi abbracciò di nuovo, abbandonata ogni finzione e ogni pretesa. «Forse suonerà assurdo, ma ho la sensazione di conoscerti da tutta la vita. Ho la sensazione di avere atteso il tuo ritorno per molto, troppo tempo. E ora che ti ho finalmente trovato non voglio più lasciarti andare.»

Questo libro, dalla trama assai ricca, avventurosa e piena di sorprese e colpi di scena, è un romanzo pieno di emozioni, di suspance e d’azione.
Sebbene, come l’autrice ha tenuto a far sapere ai lettori sia nella prefazione, che nei ringraziamenti finali, sia il suo primissimo libro, e sebbene prima di venir pubblicato abbia dovuto aspettare 5 anni e passare molte revisioni, è un libro che potrei definire originale e inaspettato.
Ora vi spiego perché.

Ho conosciuto la scrittura di Isabella Vinci grazie al suo libro “Blu d’inchiostro” qualche mese fa, un libro dalle tinte pastello per la delicatezza con cui ha raccontato la storia di due amici di penna che si conoscono e crescono attraverso lo scambio di lettere scritte a mano.
Tanto delicata è quella storia, quanto tumultuosa è la trama di “La dodicesima clessidra”.
Non solo il genere narrativo è completamente diverso, ma anche il ritmo della narrazione. In questo libro infatti ci sono innumerevoli vicende, flashback ed emozioni contrastanti che portano il lettore a vivere svariate avventure e sbalzi temporali (ma solo leggendo il libro capirete a cosa io mi stia riferendo! 😜).
Ammetto che non mi sarei immaginata due libri così diversi tra loro scritti dalla stessa autrice, ma come ben sapete la fantasia e l’ispirazione artistica possono cogliere gli scrittori in qualsiasi momento e in qualsiasi ambito, quindi trovo che questa creatività ampia di Isabella Vinci sia un punto a suo favore.

Questo libro, diviso principalmente in tre parti, anch’esse ulteriormente suddivise in capitoli, viene narrato in prima persona dal punto di vista alternato dei due protagonisti Emerald e Benedict.
Sebbene siano i due narratori a parlare col tempo narrativo al passato (lasciando presupporre che la vicenda sia stata raccontata dopo averla vissuta), non lasciano però trapelare nessuno spoiler anticipato di quello che sta per accadere nel libro, e di difatti il lettore non riesce a sospettare quasi nessuno dei colpi di scena in agguato.
Lo stile narrativo è semplice, caratterizzato da frasi brevi e dirette, che puntano a descrivere la situazione, i paesaggi, le emozioni e i personaggi quel tanto che serve per immaginare l’attimo della scena che si sta compiendo, senza lasciare spazio a lunghe riflessioni dei protagonisti o a digressioni.
Il ritmo incalzante dell’azione tiene viva l’attenzione del lettore e permette alla trama di svolgersi in modo fluente e ritmato, senza lasciare spazio a momenti di pausa o di dubbi. Isabella Vinci sa quello che vuole dire e lo descrive con un suo stile personale e schietto, come sono schietti i due protagonisti del romanzo.

Se proprio dovessi trovare un difetto, direi che la parte iniziale è un po’ prolissa, ovvero che ci si mette un po’ prima di capire dove vada a parare il fulcro della storia, ma sono certa che l’autrice abbia voluto lasciare ampio spazio alla prima conoscenza dei due protagonisti proprio per lasciare ai lettori il tempo di capire quanto questi si respingano e si cerchino, quanto siano inevitabilmente legati tra loro e quanto riescano a superare ogni tipo di inconveniente. Perciò questo “difetto” può essere anche un punto a favore del libro. 😉 Sorprese ed originalità ce ne sono molte in questo romanzo, che dà ampio spazio alla fantasia e agli accenni storici, dimostrando interesse e conoscenze dell’autrice in vari ambiti.

Pertanto posso dire che “La dodicesima clessidra” mi abbia piacevolmente intrattenuta durante la lettura, e sono certa che sarà così anche per tutti i lettori che decideranno di conoscere Emerald e Benedict, ai quali mi sento di consigliare la lettura del romanzo per la sua originalità, per il suo lato fantasioso e per le citazioni storiche.

Ed ora, non mi resta che augurarvi una buonissima lettura e aspetto i vostri commenti!

A presto,



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