[RECENSIONE] LA RAGAZZA DI NEVE - JAVIER CASTILLO - ADRIANO SALANI SALANI EDITORE



Buongiorno Sognalettori,
oggi 23 Aprile - Giornata Mondiale del Libro, vi parlo di “LA RAGAZZA DI NEVE” di Javier Castillo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Adriano Salani Editore, che ringrazio moltissimo per la copia digitale! 📖 🙂

Javier Castillo è cresciuto a Malaga. Ha studiato Economia aziendale e ha conseguito un master in Management presso la ESCP Europe Business School. I suoi romanzi hanno ottenuto un enorme successo editoriale, sono in corso di traduzione in più di 60 Paesi e hanno venduto più di un milione di copie.
La serie tratta da questo romanzo è in produzione per Netflix.



IL ROMANZO


Titolo: La ragazza di neve
Autore: Javier Castillo
Data di uscita: 17 Marzo 2022
Genere: Narrativa Contemporanea Straniera | Thriller
Pagine: 384

1998, New York, parata del Giorno del Ringraziamento: Kiera Templeton, tre anni, sparisce. Succede tutto in un attimo: il padre perde la presa calda e leggera della mano di sua figlia e improvvisamente non la vede più, inghiottita dalla folla che si spintona. Inutile chiamarla, chiedere aiuto e disperarsi. Dopo lunghe ricerche, vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli.

2003, cinque anni dopo, il giorno del compleanno di Kiera: i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c'è una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai colori vivaci. Dopo pochissimo lo schermo torna a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una neve di incertezza, speranza e dolore insieme. Davanti al video c'è anche Miren Triggs, che all'epoca del rapimento era una studentessa di giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso. È lei che conduce un'indagine parallela, più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di specchi che lascia i lettori senza fiato. Un thriller perfetto che ribalta le regole del genere.


New York, 26 Novembre 1998:
71° parata dei carri di Macy’s del Giorno del Ringraziamento.

Grace e Aaron Templeton assieme alla loro figlioletta Kiera (di quasi 3 anni) sono tra la numerosissima folla di newyorkesi che assistono all’annuale e famosa manifestazione prima delle feste natalizie.
Tutti e tre guardano entusiasti lo scorrere degli artisti, delle majorettes e degli enormi palloni gonfiati ad elio che tanto entusiasmano la bimba: Kiera, seduta sulle spalle del papà, sorride in continuazione indicando questo o quel personaggio, senza badare minimamente alla pioggerella che scende, né tantomeno al numero sempre maggiore di gente che si sta radunando attorno a loro.
I Templeton sono una famiglia felice che pensa solo a rendere più allegra la giornata della loro piccolina… proprio per questo sono lì, proprio per questo hanno deciso di uscire nonostante la pioggia, proprio per questo sono in mezzo alla calca, proprio per questo si trovano nel luogo che li vedrà tutti e tre assieme per l’ultima volta.

Dalle spalle di Aaron, Kiera sorrise nuovamente alla madre, con il viso che irradiava gioia in tutte le direzioni. Quella sarebbe stata l’unica consolazione di Grace, anni dopo, quando avrebbe cercato di convincersi che il vuoto non fosse poi così cupo, il dolore non così intenso e la pena non così tanto asfissiante: nell’ultimo ricordo che aveva di Kiera, la piccola sorrideva.

La piccola Kiera infatti, nonostante sia coi suoi amorevoli genitori, all’improvviso sparirà in mezzo alla calca e né le urla disperate dei genitori che continueranno a chiamarla in lungo e in largo per ore ed ore, né le ricerche delle forze dell’ordine sia nell’immediato che nelle settimane e anni seguenti, riusciranno a scoprire che fine abbia fatto quella piccolina con le fossette e i luminosi occhi verdi.

Aaron e Grace, invece, non si sarebbero fermati che un’ora più tardi, dopo aver perso la voce e il cuore nelle ricerche della figlia, la loro vita sarebbe cambiata per sempre.

New York, 1 Dicembre 1998, qualche giorno dopo l’evento.

Miren Triggs, studentessa universitaria al corso di giornalismo alla Columbia University, scopre la notizia della scomparsa della bimba attraverso la foto in prima pagina sul Manhattan Press. Non ha idea di chi sia la piccolina, eppure appena vede quegli occhi, sente nel suo profondo che c’è qualcosa di estremamente doloroso che l’accomuna a quella famiglia e che la lega immediatamente al caso.

«[…] Perché tutto il paese sta cercando Kiera Templeton?» Fece una pausa e poi aggiunse: «Si sono uniti tutti alla ricerca di Kiera Templeton perché è redditizia».
Era una visione semplicistica dei fatti, non lo nego. Ma fu quel sentimento di ingiustizia a legarmi al caso della scomparsa di Kiera per sempre.

Proprio per questo, quando il giovane professore Jim Schmoer (docente del corso preferito di Miren), assegna ai suoi studenti il compito di concentrarsi su una ricerca personale a tema libero, Miren non può fare a meno di scegliere la scomparsa di Kiera Templeton, ma lo fa per una motivazione diversa da chiunque si sia interessato alla faccenda fino a quel momento:

«Voglio indagare sulla scomparsa di Kiera Templeton».
«La bambina scomparsa? Sei sicura? In questi casi è molto difficile trovare qualcosa. Non avrai nulla da presentare al professor Schmoer».
«E allora? Almeno ci sarà qualcuno che indagherà sul caso e non lo farà per soldi. Quella famiglia merita che qualcuno si interessi davvero della loro figlia».

27 Novembre 2003 (cinque anni dopo la scomparsa di Kiera)

Una strana VHS viene recapitata ai coniugi Templeton: contiene un brevissimo video di poche manciate di secondi in cui viene inquadrata una bambina di circa otto anni che gioca con una casa delle bambole in una piccola stanza con le tende alla finestra. Non ci sono indizi di nessun tipo, né richiesta di riscatto o altro, a parte la parola più dolorosa e piena di speranza che si sarebbe mai potuta leggere sull’etichetta della videocassetta: “Kiera”.
Cinque anni sono tanti per le indagini a vuoto nella ricerca di una bimba… eppure l’agente Ben Miller viene immediatamente interpellato al ritrovamento della misteriosa VHS, che suscita all’istante grande speranza nei cuori straziati dei coniugi Templeton.
Quella bambina sembra proprio la loro Kiera!!
Lo credono fortemente sia Grace che Aaron, ma lo pensa anche Miren Triggs, la studentessa diventata giornalista che non si è mai data per vinta e che ha continuato incessantemente la sua ricerca personale di quella bimba, anche quando non c’erano prove, anche quando le ricerche ufficiali parevano andare tutte verso un vicolo cieco, anche quando chiunque si sarebbe arreso… ma non lei, e di certo non Aaron e Grace Templeton!!


Non è solo un'indagine complicatissima...
Non è solo un fatto di cronaca...
Non è solo un giallo misterioso...
È molto di più!!!

👀🠆🠊 A differenza di tutte le mie recensioni passate, in questo caso non approfondirò né la trama né i personaggi, ma per un preciso motivo: la richiesta esplicita dell’autore.
E come lo so? Sì certo, se andate a leggere i ringraziamenti a fine libro la troverete, ma non solo.

Ho avuto la fortuna di partecipare (a inizio mese) assieme ad altri bookblogger alla presentazione del libro organizzata dalla casa editrice Salani, in collegamento video.
Ringrazio moltissimo la Salani per la splendida e preziosa opportunità: non solo ho appreso qualche informazione in più sulla stesura di “La ragazza di neve”, sulla profondità dei personaggi e i vari strati della struttura della trama, ma soprattutto ho avuto modo di ascoltare direttamente dall’autore quanto la sua passione per la scrittura, le situazioni reali della sua quotidianità condite dalla sua fantasia ed immaginazione, la sua pignoleria e il legame che l’autore ha coi ricordi e col passato, nel loro insieme abbiano portato alla luce questo romanzo assai singolare ed unico nel suo genere.

Dopo aver risposto in modo entusiasta ed esaustivo alle domande (che io ho ascoltato direttamente in spagnolo, lingua che adoro!), Javier Castillo ci ha svelato anche qualche piccola anticipazione sia sulla serie tv realizzata da Netflix che verrà tratta da questo romanzo (e su alcune modifiche di ambientazione), sia sul possibile prossimo libro che l’autore potrebbe avere già in cantiere… o almeno sicuramente in mente! Javier Castillo ha all’attivo ben quattro romanzi avvincenti pubblicati, ma la sua fervida immaginazione è sempre in azione e spesso gli è necessario prendere appunti per non farsi sfuggire qualche nuova idea dei futuri libri.

Quel che posso svelare io però è che…. Sì, mi piacerebbe moltissimo se ci fosse un seguito a “La ragazza di neve”, e il motivo è contenuto nelle ultime righe dell’ultima pagina…

Siete curiosi?? Dovete leggere il libro per scoprirlo!! 😉

Prima di concludere, aggiungo che ho apprezzato moltissimo la tenacia di Miren, la sua forza e la sua evoluzione (anche dal punto di vista emotivo).
Ho compreso bene la scelta dell’autore di inserire la stampa come dettaglio chiave nelle indagini.
Ho gradito inoltre i numerosi salti temporali ai quali io personalmente non ho fatto fatica a star dietro (sarà che sono una lettrice attentissima e pignola?) perché penso che diano un tocco di originalità al libro, oltre che aggiungere suspense e ad invogliare i lettori ad una lettura particolarmente attenta.
Andare fuori dagli schemi può essere una mossa efficace (come in questo caso, a mio modestissimo parere): l’inserimento di dettagli che mostrano ulteriormente le motivazioni e i retroscena di tutti i fatti hanno dato una completezza ulteriore alla trama, scavando più a fondo in ogni personaggio e fatto.

Per di più, capitolo dopo capitolo ho avuto modo di riflettere molto, e tra le varie frasi e citazioni che l’autore ha inserito, ce n’è una che mi ha particolarmente toccata:

Le persone fanno le cose con le migliori intenzioni, anche quando queste possono avere le peggiori conseguenze.

Voi Sognalettori cosa ne pensate?

Lasciatevi trasportare da “La ragazza di neve” a mente aperta, e vi auguro di rimanerne positivamente stupiti almeno quanto è stato per me. Buona lettura!!


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