[RECENSIONE] KURSK. La storia nascosta di una tragedia - ROBERT MOORE - RIZZOLI BUR


Buongiorno Sognalettori,
mi presento: sono Antonella, ho 41 anni e sono di Revello, un paesino in provincia di Cuneo. Amo la lettura, viaggiare, camminare e tutto ciò che può farmi stare bene.
Sono cristallo terapeuta ed ho una grande passione per il mondo minerale.

Questa è la mia prima recensione per il blog, e vi parlerò del libro libro, "Kursk. La storia nascosta di una tragedia" di Robert Moore, pubblicato da Rizzoli BUR.

Robert Moore è corrispondente capo della sede di Washington per l’agenzia di notizie ITN News. Ha vinto numerosi premi, compreso un Emmy per la miglior copertura di notizie nel 2000 e la Medaglia d’oro del New York TV & Film Festival come Reporter dell’anno nel 1997. Vive a Washington D.C.


IL ROMANZO


Titolo: KURSK. La storia nascosta di una tragedia
Autore: Robert Moore
Data di uscita: 19 Marzo 2019
Genere: Narrativa storica straniera
Pagine: 368


Da questo libro il film con Colin FirtH, MATTHIAS SCHOENAERTS e Léa Seydoux


Il 12 agosto 2000, nel corso di un’esercitazione, il sommergibile nucleare Kursk, vanto della Marina russa e ritenuto inaffondabile, si inabissò nelle acque dell’Artico a causa di due esplosioni dovute a un siluro difettoso, che devastarono il gigantesco doppio scafo d’acciaio. Dei centodiciotto membri dell’equipaggio, ventitré sopravvissero dietro la barriera protettiva dei reattori, nella parte posteriore del Kursk, sotto il comando del tenente di vascello Dmitrij Kolesnikov, giovane ufficiale di ventisette anni. Questa è la loro storia, scritta da chi era presente in quei giorni frenetici. In questo libro appassionante, vero, che non fa sconti a nessuno, Robert Moore ha denunciato per la prima volta le responsabilità di questa disgrazia: la sua penna incalzante e drammatica ci consegna un pezzo di Storia rimasto sommerso, e ci svela le numerose falle di un sistema militare imperfetto e gli errori del governo russo, per il quale la messa in salvo dei sommergibilisti non fu mai un’assoluta priorità. Dal ritardo con cui venne rilevato il disastro al fallimento delle missioni di soccorso, fino alla fatale decisione di non accettare in tempo gli aiuti internazionali, la tragedia del Kursk apre uno squarcio inquietante sui meccanismi di gestione del potere della nuova Russia, portando alla luce i numerosi insabbiamenti voluti dal Cremlino: per il giovane Vladimir Putin infatti, eletto da pochi mesi alla presidenza, l’affondamento di questo poderoso sottomarino è stato la prima grave crisi da affrontare, ma anche l’occasione ideale per provarsi nel ridurre al silenzio e all’obbedienza le voci dissidenti e la stampa indipendente del Paese. Nella vicenda del Kursk e delle sue vittime si intrecciano dunque i drammi personali delle famiglie che hanno combattuto per ottenere verità e giustizia, ma anche le storture di un sistema politico e burocratico indifferente, e di uno Stato dai netti istinti autoritari. Una tragedia nascosta che riemerge in questa inchiesta unica nel suo genere, così accurata e travolgente da essere diventata anche un film interpretato da Colin Firth, Léa Seydoux e Matthias Schoenaerts.



Agli uomini dell’equipaggio del K-141
e alle straordinarie famiglie che li hanno perduti.
In modo particolare i settanta bambini.



Nell'estate del 2000 il sottomarino nucleare russo K-141 Kursk, definito inaffondabile, durante un'esercitazione si inabissa nel mare artico, portando con sé tutti i 118 componenti del suo equipaggio.

Morirono centodiciotto persone a bordo del Kursk, in quello che per la Russia fu il più umiliante disastro navale dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

È un romanzo inchiesta che intesse vicende personali e drammi familiari a forza di volontà ed atti di eroismo che emergono quando sopraggiunge l'istinto di sopravvivenza. Un netto contrasto con la burocrazia e l'impreparazione di quanti avrebbero dovuto intervenire attuando un piano di soccorso.

Nei giorni seguenti, i russi avrebbero osservato con sgomento la tentennante e inadeguata reazione delle istituzioni.

Attraverso le pagine del libro si legge via via più definitiva l'inevitabile tragedia finale.

Dalla narrazione contraddistinta da una prosa scorrevole ed avvincente, si percepisce in modo sempre più chiaro e sconvolgente lo scontro fra la richiesta di verità delle famiglie coinvolte e le contraddizioni e le falle di un sistema autoritario e poco limpido.

L'autore è riuscito a mixare linguaggio giornalistico e narrativo in modo schietto ed avvincente, senza cedere in facili sentimentalismi, pur non risultando freddo e privo di partecipazione.



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