[RECENSIONE] IL MISTERO DEL CADAVERE NELLA VALIGIA. Uno strano caso per il commissario Callegaris - ALESSANDRA CARNEVALI - NEWTON COMPTON


Buongiorno Sognalettori,
oggi vi parlo di "IL MISTERO DEL CADAVERE NELLA VALIGIA. Uno strano caso per il commissario Callegaris" scritto da Alessandra Carnevali e pubblicato da Newton Compton Editore, che ringrazio enormemente per la copia digitale in anteprima.


Alessandra Carnevali è nata a Orvieto ed è laureata in Lingue.
Ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo 2002 con il brano All’infinito eseguito da Andrea Febo. Nel 2007 è stata la prima blogger accreditata al Festival di Sanremo. Ha curato il blog Festival, sulla musica italiana e Sanremo, per il network Blogosfere. Si occupa di promozione web per eventi e artisti emergenti.
La Newton Compton ha pubblicato Uno strano caso per il commissario Calligaris, libro vincitore del Premio ilmioesordio nel 2016, Il giallo di Villa Ravelli, Il giallo di Palazzo Corsetti, Delitto in alto mare e Il mistero del cadavere nella valigia.



IL ROMANZO


Titolo: IL MISTERO DEL CADAVERE NELLA VALIGIA.
Uno strano caso per il commissario Callegaris
Autore: Alessandra Carnevali
Data di uscita: Giugno 2020
Genere: Narrativa italiana contemporanea | Giallo
Pagine: 288


È la settimana che precede il Natale, festività che Adalgisa Calligaris, commissario di polizia di Rivorosso Umbro, odia con tutte le forze. La cittadina è alle prese con i frenetici preparativi per la vigilia. Ma qualcosa è destinato a scuotere l’idilliaca atmosfera natalizia.
Vicino alla casa di Agata Ravanello, una donna anziana che vive con il marito malato di Alzheimer, viene ritrovata una valigia che contiene un cadavere fatto a pezzi. Di chi si tratta? E perché l’assassino ha deciso di sbarazzarsene nei pressi dell’unica casa sperduta in mezzo ai boschi di Passonero? Adalgisa dovrà affrontare un’indagine molto complicata, che vede coinvolti i personaggi più bizzarri: una blogger, una cartomante, un professore di storia medievale e l’immancabile ispettore Corvo. E stavolta il proverbiale intuito del commissario Calligaris sarà messo a dura prova da una vicenda in cui vendette e bugie si intrecciano ad antiche superstizioni.




"Aveva sei anni la sera in cui le era apparso Santa Claus fuori dalla sua finestra. Nevicava. Il suo cuore di bambina a quella vista si era riempito di gioia per un attimo, ma subito dopo Adalgisa si era resa conto che qualcosa non tornava. Babbo Natale, paludato nel classico vestito bianco e rosso, era sceso barcollando da una Simca 1000 verdina e dopo una frazione di secondo si era piegato in avanti e aveva iniziato a vomitare, forse ubriaco, sotto un lampione. Quando l'uomo vestito di rosso era tornato in posizione eretta a Adalgisa era sembrato di riconoscere in lui, nonostante il travestimento, il vicino di casa, il ragionier Acedavoli, inappuntabile impiegato all'ufficio del catasto di Rivorosso Umbro, padre di famiglia e proprietario di una Simca 1000 verdina. Ancora malfermo sulle gambe l'uomo era tornato verso la macchina, aveva aperto il portabagagli estraendone una cesta piena di regali confezionati con carta e nastri colorati, poi si era avviato verso il portone e aveva suonato al citofono. Alla squillante domanda corale "chi èèèèèè?" dei tre figli di Acedavoli, due, quattro e sette anni, aveva risposto con voce impastata e malamente contraffatta "Sò io, sò Babbo Natale"....."


Nel quinto capitolo della saga del commissario Calligaris si comprende fin da subito il perché ad Adalgisa non piaccia il Natale; ogni anno nello stesso periodo viene colta da una sorta di intolleranza alle feste e ciò la rende infastidita e scontrosa verso il prossimo!
Ma queste giornate che precedono il Natale vengono scosse dal ritrovamento di un cadavere fatto a pezzi e chiuso dentro ad una valigia nei paraggi dell'abitazione di una coppia di anziani.

E così tra addobbi, presepi e lucine intermittenti il commissario Adalgisa Calligaris dovrà far fronte a quest'ultimo delitto non proprio con il giusto spirito ma con la determinazione necessaria per risolvere un caso apparentemente difficile.

Supportata dal marito Gualtiero, che per amore non le accenna mai le proprie volontà di godersi i bei momenti che anticipano la fine dell'anno, e dall'affidabile ispettore Corvo, con la nomea di donnaiolo, inizia una caccia all'uomo in un territorio dove tutti si conoscono.

È qui che prendono piede i personaggi più bizzarri del racconto, perché oltre agli anziani coniugi dal loro simpatico dialetto umbro spuntano la sorella della vittima, una cartomante e il suo autista, un professore esperto di catarismo, una responsabile di un centro studi del paese con il marito, una blogger amica del commissario e un antiquario.

I coniugi sono i primi a trovare la valigia o meglio è la signora a fare la scoperta, il marito è perennemente sulla poltrona che chiama di continuo il cane, morto alcuni anni prima, questo perché affetto da Alzheimer.

"Vive sola?", si informò l'ispettore. "No, co' Pasquale, 'l mi poro marito. Ma tanto quello nun capisce più niente, c'ha l'Arzamen concallato.... "


Della cartomante girano strane voci; vive tra i boschi e ha dei cani ferocissimi a difesa della villa. Il suo autista pare la conosca molto bene. Il professore è definito dalla Calligaris come una stampella vestita, con la testa da morto e gli occhi infossati. Porta con sé un alone di mistero...

L'altra coppia di coniugi non va molto a genio al commissario, spesso in contrasto nelle indagini non sarà certo d'aiuto ma sembra una famiglia per bene nonostante le apparenze.

 Ma cosa c'è dietro un delitto così efferato?
Il colpevole è da cercare tra queste persone oppure sono tutti complici? Di sicuro c'è chi non racconta tutta la verità.
E ancora perché la valigia è stata lasciata lì?
Doveva forse essere fatta ritrovare?
Sono tante le domande che si pone la squadra mobile di questo piccolo paesello sperduto dell'Umbria.

Tra momenti di suspense mischiati ad attimi di comicità questo giallo conferma la grande capacità di scrittura della Carnevali, meritevole di alleggerire un racconto che narra di un cadavere fatto a pezzi con trovate che fanno sorridere anche i più sostenuti.



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