[RECENSIONE] L'ULTIMA RIVALE DI COCO CHANEL - JEANNE MACKIN - RIZZOLI


Buongiorno cari sognatori,
oggi vi parlo di un libro che mi ha coinvolta in tutto e per tutto: si tratta de L'ULTIMA RIVALE DI COCO CHANEL di Jeanne Mackin, edito Rizzoli (che ringrazio immensamente per la copia cartacea)!

Jeanne Mackin è autrice di romanzi storici; ha conseguito un master in scrittura creativa presso il Bennington College. All'inizio della sua carriera ha lavorato come sceneggiatrice per un popolare programma scientifico e ha collaborato con diverse testate giornalistiche.
I primi frutti del suo talento arrivano però nel 1990, quando Jeanne diviene insegnante di scrittura creativa presso l'Ithaca College.
Vive attualmente con suo marito, artista e scrittore Steve Poleskie, a New York.


IL ROMANZO


Titolo: L'ultima rivale di Coco Chanel
Autore: Jeanne Mackin
Data di uscita: 29 Ottobre 2019
Genere: Narrativa straniera storico-contemporanea
Pagine: 400


Fu il blu a rendere unico l’audace colore creato da Elsa Schiaparelli, il rosa shocking: un rosa permeato di blu, che muta un pudico rossore del viso in una scossa elettrica. Con quel tocco di blu, Schiaparelli trasformò il rosa da fanciulle nel colore della seduzione. Le dame della moda francese: Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli. La Parigi degli anni Trenta è il loro campo di battaglia. Coco, fino ad allora regina incontrastata dell’haute couture, innovatrice del vestire femminile con la sua idea di libertà e praticità, è obbligata al confronto con l’irriverente ed eccentrica Schiap. Una diversa rivoluzionaria, che con un gusto surrealista irrompe sulla scena: veste la principessa di Windsor, propone l’indimenticata collezione “Circo” e inventa il rosa shocking. Due couturier entrate nel mito, due visioni differenti della moda, frutto di biografie distanti che si intersecano con gli eventi tragici della Seconda guerra mondiale nella Parigi occupata.
L’ultima rivale di Coco Chanel è il ritratto di due donne straordinarie, le cui vicende private si svelano a comporre un affresco storico e corale di raro fascino.


Non sono un'eroina. Ma ho scelto io la persona che volevo essere e che sono. E pazienza se sono sgradevole e malvista.
COCO CHANEL

Quante volte ci siamo lasciati trasportare dai pregiudizi o anche solo da un pensiero che non era il nostro? Abbiamo tutti dei falsi ideali che cambiano in base al giudizio di massa; quanti di noi pensano con la propria testa?


Sognalettori, in questo freddo venerdì di dicembre vorrei che chiudeste gli occhi e viaggiaste con me negli anni '30 dell'elegantissima Gabrielle. Riuscite ad intravedere la sua sagoma piccola e minuta, dagli occhi e i capelli scuri, contrastata dal bagliore di quella bellissima collana di perle? Quella sigaretta, portata alle labbra con maestosa eleganza, rivela un unico nome: Coco Chanel.

Ma prima... fermiamoci agli anni '50!
Immaginate di trovarvi a lavoro e che improvvisamente vi arrivi un telegramma con scritto "Vieni a Parigi. Devo vederti." Quale sarebbe il vostro primo pensiero?

Lily è una donna come tante, ma che porta sulle spalle un pesantissimo senso di colpa del quale non riesce a liberarsi: la perdita di suo marito Allen in un incidente stradale. Era stata lei a chiedergli di uscire, quella sera e, soprattutto, era lei alla guida.
Se all'epoca avessi saputo con che facilità, con che rapidità dietro una svolta può comparire la rovina, l'avrei chiuso a chiave nello studio, come un tesoro, e sotto chiave con lui mi ci sarei messa anch'io.
Invece lo uccisi. Guidavo io.

Per anni ha continuato a chiedersi perché si fosse salvata, ha continuato a seguire i suoi vecchi passi, a fare le stesse cose... perdendo se stessa. Era un'insegnante di arte e amava dipingere, ma dopo il suo lutto le tele non hanno più ritrovato colore. Si dice che l'arte sia lo specchio dell'anima; un'emozione grigia incuterebbe timore a chiunque.



Tentavo uno studio in blu, ma poi quando si asciugava era grigio, solo grigio, e io non sapevo se a cambiare fosse stata  la mia visione o i colori stessi. Era come quando un cantante perde la voce, riconosce le note ma non è più capace di replicarle. La morte può fare quell'effetto, prendere la realtà difficile da trattenere, come acqua che scorre tra le dita.

È nel momento in cui decide di partire che le tornano in mente vecchi ricordi che la riportano all'ultima volta in cui aveva ricevuto un telegramma simile da suo fratello Charlie, negli anni '30.
Non era stato facile partire all'improvviso, eppure non c'è nulla al mondo che non si possa fare per un fratello! Aveva conosciuto Allen proprio a Parigi e non era affatto facile resistere ai bei momenti fissi negli occhi.
I due fratelli avevano perso i genitori da piccoli ed erano cresciuti in America da zia Irene, la quale ha garantito loro un'educazione italiana.
Anche Gabrielle (Coco) aveva perso i suoi genitori in tenera età: la morte è sempre stata una costante nella sua vita a tal punto che è costretta a salutare il suo primo grande amore (a cui deve il suo impero) in seguito ad un catastrofico incidente stradale ed il secondo a causa di un infarto improvviso durante una partita di tennis. Ci sono storie che non si possono dimenticare, restano incise sotto le palpebre.
Siamo nel periodo in cui l'Europa manifesta la prima spaccatura che anticiperà la Seconda Guerra e lo si nota, non solo dalle discussioni di matrice politica, ma dalla scissione della moda stessa: da un lato abbiamo Coco Chanel che sfila al fianco di soldati nazisti e dall'altro ritroviamo Elsa Schiapparelli, oppositrice per eccellenza.
Madame Schiapparelli ha una figlia, Gogo, che è stata alunna di Lily in Inghilterra. Le due donne si sono poi ritrovate nella boutique parigina di Elsa, in vista di un importante ricevimento al quale tutti avrebbero partecipato.
Chanel comincia qui a mostrare i primi segni di sconfitta: la gente preferisce la stravaganza italiana...
sarà così anche per la duchessa di Windsor?


Cerca di essere felice. Scoprirai che non è facile come sembra.

Mi piace molto lo stile semplice, fluente ed accattivante dell'autrice. Pare tutto studiato, nel minimo dettaglio! Ovviamente le emozioni non possono mancare: la Mackin è riuscita ad integrare perfettamente tre storie in un unico libro, parlando della solitudine che accomuna le tre donne e delle loro differenti reazioni!
Non faccio ulteriori spoiler... ma credetemi, è un libro che merita di esser letto!
Parola di Mariel!



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