[RUBRICA VERSI DI UN SOGNO] MARIEL #1


Ciao Sognalettori!
Benvenuti al nostro appuntamento mensile dedicato alla POESIA: questo è VERSI DI UN SOGNO!
Per chi ancora non mi conosce, sono Mariel, mi approssimo ai ventitré anni, sono laureanda in Lettere del Teatro e… amo un genere letterario che in molti hanno dimenticato! Proprio per questo, mese per mese, vi proporrò dei libri circa questo genere e analizzeremo assieme quelli che mi sono piaciuti e quelli che invece scarterei dalla zona poetica.
Insomma, CHE QUALCUNO SALVI LA POESIA!

A tal proposito vi porrò una domanda: COS’È LA POESIA?
Il termine deriva dal greco poièo, che significa “fare, produrre”: la poesia nasce quindi dalla tendenza dell’uomo a produrre composizioni verbali attraverso il suono e il ritmo, i quali assumono una particolare importanza…

PILLOLA DI STORIA!
La poesia ha origini antichissime, che addirittura anticipano la parola scritta: si pensi alle antiche civiltà (in particolar modo greche) che basavano la loro cultura sulla trasmissione orale. Gli aedi cantavano miti e leggende, norme morali, religiose e sociali che, una volta impressi nella memoria, venivano formulati in versi secondo precisi schemi ritmici, ovviamente servendosi della musicalità del linguaggio! Ancora oggi, in alcune città dell’Albania, si dice che ci siano degli aedi che incantano con la loro memoria poetica.
Resta un mistero come i più grandi componimenti quali l’Iliade e l’Odissea siano stati composti oralmente rispettando una metrica fin troppo precisa. C’è chi dice che il famoso Omero (se davvero sia esistito) abbia provato a scrivere e a abbozzare alcuni versi; teoria che non mi sorprenderebbe: solo un genio potrebbe comporre A MENTE un capolavoro immortale!
E voi, cosa ne pensate?

Ritroviamo due generi di poesia: epica e lirica.

La prima si presenta sottoforma di esametro, il classico verso eroico;

La poesia lirica, invece, si chiama così proprio per la sua antica caratteristica d’esser accompagnata da uno strumento particolare: la lira. A differenza della poesia epica diviene manifestazione della soggettività dell’autore; nasce così l’io lirico.


Ma ora, miei cari Sognalettori,
vorrei parlarvi del primo libro che ho scelto per voi: I MIEI PASSI NEL SILENZIO di Antonio Tanzillo, edito Kimerik!



Verso dopo verso Tanzillo ci conduce nel suo mondo, che è fatto di piccole grandi cose.
Ci parla del suo animo di sognatore, dei brividi sotto un cielo stellato, della poesia di due mani che si ritrovano, dell’amore verso le sue figlie, dell’amicizia e della bellezza del guardare il mondo con gli occhi vivi di chi ancora sa stupirsi.

“[…] chiudo gli occhi e immagino la tua mano
senza parlare le stelle ci diranno.”

(Dalla poesia Notte di San Lorenzo)

È un inno all’amore vero, non mi riferisco a quello interpersonale, ma all’Amore come sentimento vitale, quello che ci permette di sorridere ogni giorno! Ma cos’è la vita se non Poesia?

“È il miracolo della poesia,
delle sue cose semplici
composta
delle sue condivisioni universali
formata,
unisce afflati dell’umana passione
per ricondurci mano nella mano
allo stupore di una vita da vivere.”

(Dalla poesia Emozioni da un amico)

Credo che ognuno di noi abbia un’interiorità nascosta, un sentimento che non espone mai.
Ho sempre rigettato tutto tra pagine d’inchiostro, sin da bambina è stato il mio metodo di sfogo: al famoso “diario segreto” preferivo taccuini, quaderni e fogli volanti. A undici anni cominciai a scrivere delle lettere per me, che avrò il piacere di leggere nel 2021 (almeno così dice la busta!)
Ma cosa accadrebbe se qualcuno scoprisse le nostre ombre?
Ecco, l’amore è proprio questo: accarezzare e lasciarsi accarezzare le ombre in un complesso di fiducia e sostegno reciproco; l’amore è qualcuno che legga le nostre pagine sporche e scelga di restare.

Assorto leggo
Il tuo quaderno sgualcito,
dei tuoi scritti
ho impresso ogni umore,
della tua penna
conosco il suo inchiostro.
In questo giorno
Dove il sole arride,
diventano,
ogni parola e segno,
tue appuntite spade,
a consumare nel tuo cantuccio
i tuoi oblii e non solo.
Ti ho sorriso,
ti ho parlato,
ti ho teso la mia mano,
senza scudi e maschere
ti ho mostrato la mia spalla.

A te, ai tuoi oblii.””

(I tuoi scritti)

Mi ha colpito molto lo stile di questo poeta, semplice e diretto. Ritrovo molto di me nella sua scrittura che, senza dubbio, approvo! Leggendo sono rimasta come pietrificata perché mi sembrava che quei versi fossero stati scritti proprio da me!
Si tratta di una metrica libera e d’impatto: non ha costrinzioni di alcun tipo e arriva dritta al cuore. Mi sono battuta a lungo per abbattere l’idea che la poesia corrisponda a una semplice frase “buttata lì” e finalmente leggo un libro come si deve!



APPUNTAMENTO AL MESE PROSSIMO,

CON UN NUOVO LIBRO DA SCOPRIRE E UNA PILLOLA POETICA TUTTA PER VOI!


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