[RECENSIONE] NON ERA NEANCHE IL MIO TIPO - CARLO LONGO - CLOWN BIANCO EDITORE


Buongiorno Sognalettori,
oggi sul blog chi vi parla è un nuovo componente dei collaboratori, una nuova quota blu del blog, e mi sembra giusto presentarmi a dovere.
Ciao sono Omar, sono nato e vivo a Ravenna, da anni mi interesso alla lettura che considero un po' la mia evasione dalla routine della vita quotidiana; in verità da sempre riempio gli spazi del mio tempo libero con sport di vario genere.
Sono stato un pugile per diversi anni e appena smesso i panni da agonista ho conseguito il patentino da insegnante, una professione che svolgo con un gruppo di amatori in un piccolo centro sportivo.
Amo la corsa e cerco di tenermi in forma appena ho un momento, in questo la lettura mi è d'aiuto per rilassare il corpo dopo ogni allenamento.
Sono appassionato di storie d'avventura ma non mi dispiacciono anche i romanzi storici o i gialli, è sempre un piacere per me poter sfogliare un libro che possa, anche se per il solo tempo che lo si legge, distrarmi dalla realtà.
Mi piace molto il modo di scrivere che ha Pennac, lo trovo di una brillantezza fuori dal comune.
In futuro mi piacerebbe poter dare più spazio ad altri generi letterari.

Il libro di oggi è "Non era neanche il mio tipo" di Carlo Longo, pubblicato da Clown Bianco Editore. Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea.

Carlo Longo è nato a San Stino di Livenza, nella parte orientale della provincia di Venezia.
Per frequentare le scuole la famiglia si trasferisce prima a Treviso, poi a Mestre. Qui si diploma al Liceo classico R. Franchetti; in seguito si laurea in Giurisprudenza all’Università di Padova.
Si dedica poi all’azienda agricola che la famiglia possiede dalla fine del 1800.
Folgorato dall’amore per la letteratura e in particolare per Marcel Proust, diviene un esperto e appassionato lettore in lingua originale della Recherche. Scrive molto, senza pubblicare, ad eccezione per il testo La vengeance de Marcel, in italiano e francese per le edizioni Rapport d’Etape.
Vive a Treviso nel periodo invernale e a San Stino di Livenza in quello estivo.


IL ROMANZO



Titolo: Non era neanche il mio tipo
Autore: Carlo Longo
Data di uscita: 10 Ottobre 2019
Genere: Narrativa italiana
Pagine: 166


Marco è scomparso da oltre un anno quando Antonio, il suo migliore amico, riceve un pacco. Nella voluminosa busta, Antonio trova un manoscritto accompagnato da una lettera in cui Marco lo prega di leggere quelle pagine che gli ha inviato, di provare a comprenderlo e di non cercarlo più. Nel manoscritto, Marco racconta il suo amore per Ivana, una donna che non stimava ma con la quale aveva convissuto per dieci anni. Fino all'abbandono da parte di lei. Da questo punto partono le pulsioni autodistruttive di Marco, la sua crescente ossessione per lei, la paura di non poter sopravvivere. Utilizzando lo stile del flusso di coscienza, Longo - con capitoli brevi e serrati, che lasciano senza fiato il lettore - ci conduce nei meandri di una sofferenza amorosa che diventa dolore fisico.



Amore, rabbia, lucidità e follia, sono tanti i sentimenti che emergono in Marco, il protagonista del nuovo libro di Carlo Longo “Non era neanche il mio tipo” edito da Clown Bianco, e li motiva attraverso un testo scritto a mano e fatto recapitare ad Antonio, amico di sempre.
È con grande stupore che Antonio apre il pacco soprattutto perché Marco ha fatto perdere le proprie tracce da più di un anno, il tempo esatto trascorso dalla rottura con Ivana, una donna con cui Marco è stato dieci anni, di cui non ha molta stima e che vede come inferiore a sé.
Questa sua profonda autostima si trasforma in tormento quando Ivana decide di chiudere la storia ed emerge in lui una forma di gelosia che lo rende a tratti folle e raffinato, gelosia che è sofferenza e sfogo allo stesso tempo.
Non riesce a smantellare l’immagine di lei sapendola tra le braccia di un altro e nonostante questo fugge dalla realtà evitando di elaborare il lutto.


“…in realtà la sola cosa che aspettavo era lo squillo del telefonino e da questo stesso fatto si capisce come fossi poco lucido mentalmente per non dire proprio incasinato, perché chiunque potrebbe razionalmente obiettare che senso avesse attendere con ansia la musichetta del cellulare quando avevo già fin dall’inizio deciso di non rispondere, come se costringerla a telefonare per niente avesse dovuto ottenere l’esito di farla smaniare per rivedermi e magari indurla a tornare pentita col capo cosparso di cenere confessandomi l’amore totale…”


La considero una buona lettura, un tuffo nella passione travolgente dove desiderio e vendetta vanno di pari passo verso un finale non scontato. Longo fa della punteggiatura un utilizzo particolare, i capitoli corti fanno sì che la lettura diventi incalzante, in un’opera che definirei senza dubbio sentimentale.


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