[RECENSIONE] L'INGANNEVOLE CUORE DI UN GIOVANE VECCHIO - ANDREA FULGHERI - AMICOLIBRO


Buongiorno Sognalettori,
oggi vi parlo di "L'ingannevole cuore di un giovane vecchio" di Andrea Fulgheri, pubblicato dalla casa editrice Amicolibro.
Prima di continuare con la mia recensione, vi lascio qualche informazione sull'autore.

Andrea Fulgheri nasce a Cagliari il 20 agosto 1968
Dal 2014 frequenta i corsi dell’Accademia d’Arte Santa Caterina.
Dal 2016 insegna scrittura creativa all’Accademia d’Arte Santa Caterina.
Dal 2018 è membro del direttivo dell’Accademia d’Arte Santa Caterina.

Ha pubblicato racconti su:
Storie minime, ed. Amicolibro – 2015
Sedici porte, ed. Amicolibro – 2016
Scriviamo con Carmen, ed Amicolibro – 2017

Ha ricevuto la menzione speciale al concorso 88.88 2017
1° classificato al Premio Laguna (Elmas) 2016
2° classificato al Premio Laguna (Elmas) 2015



IL ROMANZO


Titolo: L'ingannevole cuore di un giovane vecchio
Autore: Andrea Fulgheri
Data di uscita: 9 Settembre 2019
Genere: Narrativa italiana
Pagine: 142


"Arrivato nel mezzo del cammin della mia vita, mi son ritrovato, come Dante, nella mia personalissima selva oscura. Il senso di fallimento, d'aver buttato alle ortiche cinquant'anni di vita, di non aver realizzato neanche mezza delle aspirazioni giovanili, stava iniziando a opprimermi, anche fisicamente. Avevo un costante dolore al petto. La mia autostima era ostacolata da alte montagne che dividevano l'ansia dalla luce. Inutile dirvi da quale parte delle montagne mi trovavo. Il senso di frustrazione mi teneva sveglio la notte e mi assonnava la mattina, quando dovevo alzarmi per andare a lavoro. Mia moglie, povera donna, non riusciva a venirne a capo, e stava, giustamente, iniziando a stancarsi".



Leggere è come viaggiare, un libro ti trasporta in un’altra realtà e le uniche cose che puoi portare con te, in questa sorta di avventura, sono i tuoi sentimenti misti a speranze e sogni.

Il libro è il tuo “rifugio” da sfogliare.

Ma leggere non vuol dire solo viaggiare, ma anche vivere, sognare, riflettere, ridere, piangere, rabbrividire, crescere, imparare, sentirsi umani e compresi. Riscoprire se stessi. E perdendosi tra le sue righe… ritrovarsi.

Questo romanzo per me non è stato solo un semplice viaggio, bensì un gioco davvero ben pensato dall’autore, capace di toccare i tasti giusti sul piano delle emozioni.

Il protagonista di questa storia è un uomo di mezza età che si trova a dover affrontare delle sedute da uno psicologo per ritrovare se stesso e ricevere il sostegno necessario per capire il perché di alcuni suoi atteggiamenti. E non sarà semplice capire, perché il nostro protagonista si nasconderà dietro a tanti, direi troppi, “scusi” e “grazie” che celano tante insicurezze. Un gioco non solo per lo psicologo, che per cercare di capire quali pensieri attraversano la mente del suo paziente decide di iniziarne uno vero e proprio spronandolo a raccontare delle storie che narrino il suo stato d’animo e la sua vita. Visto che è uno scrittore.

Con l’inizio di questo gioco, è arrivata la parte più stimolante perché mi sono sentita sfidata a cercare di separare le maschere da tutto ciò che riguarda la vita reale del protagonista e non è stato sempre facile. Mi sono emozionata, tanto! Le parole arrivano con ritmi diversi come una melodia, la vera musica, che sa far ridere e all’improvviso ti aiuta a piangere… È proprio così che mi sono sentita.

“Vedi, Didì, le cinque regole sono importanti, ma impallidiscono davanti alla regola più importante. Credici davvero ai sogni e il destino troverà il modo di realizzarli.”

 Un protagonista folle e imprevedibile, che con le sue continue battute tenta di ingannare tutti, non ha paura di tirar fuori tutte le sue carte, una per una, maschere comprese. Maschere che servono al nostro protagonista per impressionare? Forse. Oppure per provare a sentirsi finalmente a suo agio nelle situazioni ma soprattutto nella vita. Una cosa è certa: nulla è come sembra.

Un gioco dove il nostro protagonista cerca di combattere le sue battaglie contro i mostri più temuti… i sensi di colpa, difficilissimi da scacciare.

Un alternarsi di capitoli capace di intrattenere e incuriosire, lasciando chi legge in apnea, in attesa di un qualcosa che faccia capire e dia tregua a quei poveri criceti che iniziano a far girare la ruota nella nostra testolina di lettori.

Ogni storia raccontata ha un senso, in mezzo a tutte queste righe apparentemente folli si nasconde qualcosa di molto importante che potrà essere compreso solo da chi possiede empatia! Questo non è un romanzo per persone che usano la testa per leggere, è una storia che va ascoltata, va sentita con il cuore!

In conclusione posso dirvi che questo giovane vecchio è riuscito a ingannare il mio cuore conquistandolo appieno! Della serie “colpita e affondata”.

Questa non è semplice bravura, è qualcosa che va oltre.


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