[RECENSIONE PREMIO STREGA] M. IL FIGLIO DEL SECOLO - ANTONIO SCURATI - BOMPIANI


Buongiorno Sognalettori,
oggi parliamo di un romanzo che ha suscitato un po' di polemiche dalla sua uscita, ossia "M. Il figlio del secolo" di Antonio Scurati, pubblicato dalla casa editrice Bompiani.

Innanzitutto, diciamo chi è Scurati. Laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Milano, prosegue gli studi all'École des hautes études en sciences sociales di Parigi e consegue un dottorato di ricerca in Teoria e analisi del testo all'Università degli studi di Bergamo. Attualmente, è docente di Letterature contemporanee presso la IULM di Milano, dove dirige il Master in Arti del Racconto. Nel corso della sua carriera come scrittore è stato finalista al Premio Viareggio con il saggio GuerraNarrazioni e culture nella tradizione occidentale.Ha vinto il Premio Campiello con il romanzo Il sopravvissuto ed è il vincitore del Premio Strega con M. Il figlio del secolo.

Il motivo delle polemiche suscitate da questo libro è il fatto che sono presenti al suo interno vari errori storici, 8 in particolare quelli sottolineati (come ad esempio la data errata della disfatta di Caporetto). Scurati ammette gli errori, dice che può capitare in un romanzo del genere, con una mole così importante di informazioni da tenere in conto e malgrado il libro sia stato sottoposto a doppia revisione e assicura di aver studiato per anni per fornire al romanzo una solida base documentale senza mettere nulla di inventato al suo interno.
Ma ora vediamo nel dettaglio di cosa tratta il libro.

IL ROMANZO

Genere: Narrativa Storica
Data di uscita: 12 Settembre 2018
Prezzo cartaceo: 24,00€
Prezzo ebook: 14,99€


Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo - e questo è il punto cruciale - in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti - D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano - né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.



Di cosa parla il libro è di facile intuizione. Mussolini è il protagonista, lui insieme al fascismo. Pare che questo sia il primo libro di una trilogia, infatti gli anni raccontati in questo volume vanno solo dal 1919 al 1925.
Non è un libro che inneggia al fascismo anzi, Scurati è dichiaratamente antifascista, però la narrazione è una descrizione fedele di quello che è successo in quegli anni, senza giudizi soggettivi. Racconta la vita di Mussolini, la sua esperienza come direttore dell'Avanti, il suo tradimento al PSI, la fondazione del suo giornale, Il popolo d'Italia, e tutti gli avvenimenti che lo porteranno alla creazione dei primi fasci di combattimento, che non avevano inizialmente un'impostazione politica di destra, sino alla nascita del fascismo vero e proprio.
Vengono descritte le vicissitudini politiche di quegli anni successivi alla prima guerra mondiale, le rivolte degli operai, le manifestazioni comuniste, le lotte partitiche.

Devo ammettere che non è stato facile leggere questo libro. A me piacciono molto i libri storici e una caratteristica che devono avere per non deludermi è proprio la veridicità di quello che vi è scritto.
Questo libro, malgrado gli errori di cui ho parlato prima, non mi ha deluso proprio perché quelli sono errori e non manipolazioni romanzesche, e gli errori, a mio parere, sono comprensibili e scusabili quando fatti in buona fede.
È stato difficile leggerlo perché le informazioni sono tante e molto dettagliate. Sopratutto la prima parte, in cui vengono descritte tutte le vicissitudini politiche di quegli anni, i vari partiti presenti, gli scontri sia all'interno di uno stesso partito che tra partiti opposti, le proteste di operai e contadini contro i padroni, gli scontri dovuti a queste proteste, tutto questo prende buona parte del libro e ci vuole molta concentrazione per metabolizzarlo.
Quando poi i partiti verranno spazzati via dal fascismo la narrazione diventerà più veloce e scorrevole, questo anche perché non ci saranno altre voci da ascoltare, perché la voce dominante, che oscura tutto il resto sarà, appunto e purtroppo, solo quella del fascismo.

Il libro, a mio parere, è fatto molto bene. Riporta fedelmente la storia politica di quegli anni, cita moltissime fonti storiche, lettere, discorsi, articoli di giornale, a riprova di quello che c'è scritto in ogni capitolo. Scurati assicura che anche le vicende personali dei protagonisti, Mussolini su tutti, sono tratte da fonti storiche, documenti, lettere e dichiarazioni personali, che gli hanno permesso di descrivere il più fedelmente possibile anche la parte privata delle loro vite.
Una figura che mi ha colpito tantissimo e che secondo me è resa benissimo da Scurati, è quella di Matteotti. È stato uno dei pochi a contrastare sino alla fine il fascismo, senza piegarsi e senza risparmiarsi mai, consapevole che questa sua ostinazione gli sarebbe costata la vita.

D'ora in avanti, tutto quello che leggerete sono pure impressioni personali.
Leggere questo libro mi ha fatto scoprire cose che non sapevo. Ora, non so se sono io ad averle rimosse dall'epoca in cui andavo alle superiori o se effettivamente sono state fatte molto velocemente per questioni di tempo. Il punto è che leggendo ho capito davvero come sia stata possibile la creazione e l'affermazione del fascismo.
Questa è un'opinione assolutamente personale ma mi è parso che parte della colpa sia da attribuire alla sinistra del tempo. Non sono riusciti a frenare le proteste, che pure avevano una giusta motivazione per essere fatte ma che spesso scaturivano in violenze.
Questo ha provocato la paura dei padroni, che per difendersi hanno dato potere a quello squadrismo fascista, che inizialmente aveva poco seguito tra la popolazione ed era tenuto ai margini della società. Le lotte dei partiti della sinistra tra di loro, comunisti, socialisti e popolari, hanno fatto perdere di vista quello che stava succedendo loro attorno e quando alla fine ci si è accorti della situazione, era ormai troppo tardi per metterle un freno.

Si capisce anche quanto potere ha il popolo nel decidere le sue sorti. Inizialmente il fascismo non era niente, le sue riunioni venivano snobbate, c'erano pochissime persone che vi partecipavano. Poi, per una serie di motivi, il vento è cambiato, le persone, la maggior parte, hanno deciso che quel movimento le rappresentava di più, il consenso è cresciuto, si sono giustificate tante cose perché in quel momento quel movimento dava le risposte che le persone volevano. È stato il popolo a permettere che il fascismo crescesse così tanto, poi si è giunti ad un punto di non ritorno. Questo dovrebbe farci riflettere; quante cose potrebbero andare meglio se tutti veramente ci unissimo per il bene comune, per rendere il nostro Paese un posto migliore. Se fossimo uniti riusciremmo davvero a far prendere alla storia il corso che noi vogliamo dargli.
C'è da sperare anche che ci si unisca per portare avanti cose positive, speranza che, visto il periodo, un po' mi abbandona. Il clima di odio che si respirava in quegli anni è simile all'odio che io sento nell'aria adesso e questo mi spaventa.

Credo che ognuno di noi, memore del nostro passato, dovrebbe trovare strategie diverse per affrontare i problemi di oggi, capire che la cattiveria non porta a niente.
Non si dice che si dovrebbe imparare dalla storia? Ecco, io per questo leggerei questo libro.
Da qui si capisce quanto l'odio e la violenza portino solo ad altro odio e ad altra violenza, a sofferenze inaudite che poi, alla fine, ricadranno su tutti. E da qui bisognerebbe capire quello da non fare per non commettere gli stessi errori.

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