[Recensione] DI NOTTE SOGNAVO LA PACE - Diario di Guerra 1941-1945 - Carry Ulreich - Longanesi



Buongiorno Sognalettori, oggi vi parlo del libro che avevo presentato qualche giorno fa, pubblicato dalla casa editrice Longanesi in occasione della Giornata della Memoria, ovvero "Di notte sognavo la pace" di Carry Ulreich.
Come al solito, qualunque commento sotto al post è ben gradito... fatemi anche sapere se l'avete letto o lo leggerete.


IL ROMANZO

Titolo: Di notte sognavo la Pace - Diario di guerra 1941-1945
Autrice: Carry Ulreich
Editore: Longanesi
Data di uscita: 18 Gennaio 2018
Genere: Biografie, diari e memorie
Pagine: 450
Prezzo cartaceo: 9,90€
Prezzo ebook: 18,90€


1941. Carry Ulreich vive a Rotterdam e conduce una vita come quella di tante altre ragazzine, godendo dei piccoli lussi e delle libertà comuni a tante famiglie dell'epoca. Ma la libertà di Carry è destinata lentamente a svanire a seguito dei divieti imposti dai nazisti durante l'occupazione: la requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l'obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, sarto), l'imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche. Esauriti gli espedienti per evitare la deportazione, agli Ulreich viene offerta un'inaspettata ancora di salvezza: gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, invitano Carry e i suoi familiari a nascondersi nella loro casa, correndo un rischio altissimo. E così inizia la loro vita nell'ombra, costantemente avvolti dalla minaccia che li attende al di fuori delle mura di casa Zijlmans. Carry ci restituisce con questo suo diario una visione critica e attenta ai dettagli, a volte quasi attraverso un'ottica spensierata, dei disagi e dei timori che la sua famiglia ha dovuto affrontare e delle complicazioni, per lei non meno difficili da accettare, legate alla convivenza forzata e alla totale dipendenza da una famiglia cattolica che non capisce le loro usanze e i loro costumi.



La protagonista di questo diario è Carry Ulreich (nata nel 1926 a Rotterdam), che ora si fa chiamare col nome di Carmela Mass, e vive attualmente in Israele.
Dopo l’arrivo delle truppe canadesi a Rotterdam nel 1945, Carry rimase in città con la famiglia dove seguì le lezioni dei soldati della Brigata ebraica.
Il giorno dopo aver finalmente conseguito il diploma, si sposò e si trasferì con il marito a Gerusalemme dove vive tuttora in compagnia di tre figli e più di sessanta pronipoti.
Il 15 novembre 2017 ha compiuto 91 anni.

È il 1941. Carry Ulreich è una 15enne, e si descrive un po’ pigra, ritardataria, ed anche leggermente vanitosa, rigida come un palo, negata per l’educazione fisica e non sa muoversi a tempo di musica.
Vive a Rotterdam e conduce una vita come quella di tante altre adolescenti, tra attività scolastiche, feste, incontri, club, simpatie, amici, cottarelle e disguidi comuni a tante giovani dell'epoca.
E ce lo racconta nel suo diario, inaugurato il 17 Dicembre 1941 grazie al regalo della sua amica Sonja Taub: Carry l’ha ricevuto in dono per il suo compleanno a Novembre, ed ha deciso perciò di confidare alle pagine quello che le succede, e lo fa in modo così dettagliato e preciso quasi come se parlasse ad una se stessa del futuro, qualora avesse avuto voglia di rileggerlo e qualcosa le fosse sfuggito di mente.
Scrive come una normalissima ragazza, dove non solo racconta i fatti, ma anche le simpatie (o antipatie) mettendo un commento tra parentesi accanto ai nomi che scrive nei racconti…  come parla anche della sorella maggiore Rachel(che va a scuola e lavora in un’azienda che vende carbone), del padre Gustav(sarto), ma anche dei ragazzi che le stanno particolarmente simpatici come Wiet Wijler e Sam Wijler
È così precisa che cita anche quale libro abbia iniziato a leggere da poco, ovvero “I Diari di Herzl” a fine Dicembre 1941.
Carry è così dettagliata anche nel descrivere regole e tariffe che diventano sempre più restrittive in quel periodo, specialmente per le famiglie ebree (come le tessere, i bollini e i punti, la merce sempre più razionata e il valore assurdo al mercato nero)… e sebbene Carry continui a vivere la sua vita cercando di trovare il lato positivo, spuntano qua e là dei dettagli sulla guerra che incombe.
Come quando parla della paura delle bombe:

Giovedì 9 Aprile 1942
Ho intenzione di scrivere un po’ ogni sera, perché dormo da sola di sopra. Prima della guerra dormivamo tutti quanti di sopra, ma con la guerra è capitato spesso che suonasse la sirena nel cuore della notte, e quindi ci mettevamo giù in corridoio. Allora abbiamo spostato i letti di sotto, così io e Rachel dormiamo nel disimpegno, mamma nella camera piccola e papà in salotto. Ultimamente però sono tornata di sopra, e per ora ci resto. Così ho lo spazio per vivere come un essere umano! E posso pure scrivere.


O cita la data del 3 Maggio 1942 giorno in cui diventa obbligatorio per gli ebrei olandesi indossare una stella gialla di David con il contorno nero e la scritta “ebreo” in caratteri neri con grafia simil-ebraica.

[…]A sinistra, all’altezza del petto. Mamma sta già cercando la stoffa gialla e nera. Tutti sono disgustati. I Vromen vengono stasera, si parlerà praticamente solo di questo. Ma il giorno dopo, alla scuola ebraica, siamo venuti a sapere di più. Le «stelle degli ebrei» si possono comprare, 4 per uno virgola 4 centesimi al pezzo.
[…] A me la stella non da così fastidio. Che problema c’è. Io sono orgogliosa di essere ebrea, e che vada in giro con il contrassegno o meno…per gli ebrei e per il 90% degli olandesi non cambia nulla. E gli altri sono dell’NSB… che vadano a quel paese. Dico che non dobbiamo vergognarci.
[…] Domani vedrò cosa fare, mi sembra uno spreco cucirla su tutti i vestiti, perché non sta bene su tutti… Anche su questo sono vanitosa. Vorrà dire che mi metterò un bolero sopra tutti i vestiti.

Ma la libertà di Carry e della sua famiglia è destinata lentamente a svanire a seguito dei continui e sempre più pesanti divieti imposti dai nazisti durante l'occupazione: la requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l'obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, sarto), l'imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche.
Anche agli occhi di una giovane ottimista come lei le cose iniziano ad offuscarsi, e le preoccupazioni si fanno sentire:


Prima avevamo una grossa attività: 10 macchine, una macchina da taglio, molto personale, ma abbiamo venduto tutto tranne due le macchine migliori. E probabilmente se ne andranno anche quelle, oggi o domani, nelle mani di qualcun altro… e di che vivremo noi? Vedremo, ancora non è successo niente.

La disperazione inizia a dilagare venerdì 31 Luglio 1942


Lo sfacelo, ovunque lo sfacelo totale. Persone disperate! Qui a Rotterdam è successo come ad Amsterdam. E cioè? Ad Amsterdam qualche settimana fa sono stati convocati tutti gli ebrei tra i 16  e i 40 anni (senza ispezione, quindi qualcuno forse riuscirà a farla franca).  Gli danno una lettera ingiuntiva in cui gli si ordina (non vengono invitati gentilmente) di presentarsi due giorni dopo davanti al Consiglio ebraico (dove danno istruzioni, gli dicono cosa portare, ecc.) e la sera alle due e mezzo si trovano al Teatro Ebraico, dove ci sono le SS e la polizia tedesca e altra gentaglia.
Lì controllano se ci sono tutti e, di notte, per evitare che «altri» facciano casino, vengono mandati via (esportati [sic]).


Esauriti tutti gli espedienti possibili per evitare la deportazione, agli Ulreich viene offerta un'inaspettata ancora di salvezza: gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, che invitano Carry e i suoi familiari a nascondersi nella loro casa, correndo un rischio altissimo!
E così inizia la loro vita nell'ombra, costantemente avvolti dalla minaccia che li attende al di fuori delle mura di casa Zijlmans, vita difficile che durerà quasi tre anni.
Carry ci restituisce con questo suo diario una visione critica e attenta ai dettagli, a volte quasi attraverso un'ottica spensierata, dei disagi e dei timori che la sua famiglia ha dovuto affrontare e delle complicazioni, per lei non meno difficili da accettare, legate alla convivenza forzata e alla totale dipendenza da una famiglia cattolica che non capisce le loro usanze e i loro costumi.

Ci si interroga anche su Come si fa a mangiare kosher durante il periodo nascosti? Come si fa a continuare a rispettare il più possibile le norme ebraiche (halakhan)? Che posto occupano le festività ebraiche? Le barriere religiose che prima della guerra si ergevano insormontabili, durante la clandestinità gradualmente si appianano.
Il diario apre quindi uno scorcio sulla vita degli ebrei osservanti tradizionalisti in tempo di guerra, ma è anche allo stesso tempo una sorta di monumento alla memoria di tutti gli amici, parenti e conoscenti di Carry nominati tra le pagine del suo diario (che ha scritto per tutti questi anni riempiendo quasi 6 diari interi) che si trova in un indice separato dal resto della narrazione, come anche numerose sono le note a piè di pagina che informano il lettore di dettagli assai utili alla comprensione.
"Di notte sognavo la pace" è un racconto inedito pieno di momenti forti che Carry Ulreich ha vissuto e trascritto con molta cura nel suo diario segreto, a Rotterdam tra il dicembre del 1941 e il maggio del 1945.
Solo un paio d'anni fa i nipoti dell’autrice l'hanno trovato ed hanno deciso di farlo pubblicare per rendere nota a tutti la testimonianza personale di una ragazza costretta a crescere e formarsi negli anni più neri e terribili del secolo scorso.


Con uno sguardo acuto e lucidissimo sui disagi e i timori affrontati, Carry Ulreich ci restituisce lo spaccato di vita di una ragazza ebrea costretta a crescere e a formarsi nel momento più terribile del Novecento Europeo, e lo fa con uno stile tutto suo, con una particolarità di dettagli che solo una ragazza in una situazione così difficile poteva notare, e con tutta la forza che poteva trarne dal raccontare ciò che le succedeva, seppure alle pagine di un diario segreto e, aggiungerei, da tenere nascosto e custodire con enorme cura!

Non posso svelare molto di più della trama per non rovinare la sorpresa ai lettori, dato che il contenuto "generale e storico" nel quale è ambientato è ben noto, perciò voglio lasciare ai lettori la possibilità di scoprire le pagine del diario di Carry con tutta la sorpresa possibile, ma quel che posso dire è che mi ha toccata particolarmente e fatta piangere non poche volte.

Nonostante la tematica molto forte e triste, da sempre, almeno una volta l'anno, sono solita leggere con molto interesse biografie, diari e memorie riguardanti quest'argomento, nonché film e documentari video, perché nonostante tutta la sofferenza, gli strazi, le ingiustizie e le atrocità che contengono, è piu forte di me.
Devo fissarmi tutto bene nella mente, vivendoli con empatia, cercando di immedesimarmi per capire appieno sia la crudeltà umana che la forza di volontà di voler resistere ad ogni costo, l'amore per la vita, la solidarietà tra sconosciuti accomunati da un destino così crudele e minacciato da esseri pieni di odio immotivato verso tutti coloro che, in un modo o nell'altro sono "diversi"...
Porto sempre una confezione di fazzoletti accanto a me quando mi immergo in questi racconti, ed è successo anche in questo caso: sono fermamente convinta che sia bene che il mondo conosca ciò che è accaduto, in modo tale che non si ripeta Mai più!!!







4 commenti :

  1. Sembra davvero molto bello, lo aggiungo alla mia lista.

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  2. questo sembra davvero un altro bel libro che voglio leggere!

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  3. Wow che bella recensione. ❤
    Lara sembra davvero un bel libro, mi hanno colpito tantissimo le tue parole. ❤
    Anch'io come te sono solita leggere libri e biografie su quegli anni terribili. ❤
    Leggere le testimonianze di chi ha vissuto la guerra sulla propria pelle mi arricchisce dentro. ❤
    Questo libro sembra essere davvero molto bello, che dolce l'autrice sono andata a leggere un pò su Google la sua storia. ❤
    Dovrò leggere assolutamente questa bellissima testimonianza. ❤
    Gli estratti mi hanno lasciato tanta tristezza addosso, povere creature. ❤

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