[REVIEW PARTY] REGINA DI OSSA - ALISA KWITNEY - GIUNTI




Buongiorno Sognalettori,
oggi vi parlo di un libro che, già dal titolo e dalla copertina, è decisamente d’impatto! Non lo trovate magnetico già a colpo d’occhio? 😉

Il libro è "Regina di Ossa" di Alisa Kwitney, pubblicato dalla casa editrice Giunti, e fa parte della collana Waves.

Sono davvero felice di potervene parlare, perché è un libro che contiene al suo interno molti indizi che appartengono a vari generi letterari (grazie anche alla vasta gamma di interessi dell’autrice) e che ve lo faranno apprezzare notevolmente.
Un romanzo dark e sensuale, un fantasy intrigante dalle suggestive atmosfere vittoriane, ma anche un romanzo decisamente scorrevole, che ha per protagonista una giovane “ribelle” per le regole del tempo, una giovane che ha ben chiari i suoi obiettivi e possiede una curiosità scientifica tale da andare al di là di ogni limite.

Ma prima di parlare del libro, vi lascio qualche informazione sull’autrice, e attendo i vostri commenti sotto al post 😊

ALISA KWITNEY è nata e vive a New York City, con il marito e due figli. Ha frequentato la Columbia University, è stata editor DC Comics ed è autrice di graphic novel, urban fantasy e romanzi rosa che hanno ottenuto successo e riconoscimenti. Questo libro, il cui titolo in originale è Cadaver & Queen, è il suo primo romanzo young adult.

Il celebre autore Neil Gaiman dice di lei: “Con il suo sguardo garbato ma sagace sulle follie e le debolezze umane, Kwitney è un’autrice da tenere d’occhio”. 




IL ROMANZO


Titolo: Regina di Ossa
Autore: Alisa Kwitney
Data di uscita: 12 Giugno 2019
Genere: Narrativa | Retelling | Gothic | Young Adult
Pagine: 336


Una sorprendente rivisitazione al femminile del 'Frankenstein' di Mary Shelley.
Quando Elizabeth Lavenza si iscrive a Ingold, prima e unica studentessa di Medicina, capisce subito che dimostrare quanto vale a compagni e professori sarà cosa ardua. Così quando s’imbatte in un bio-meccanico difettoso – una delle creature che la scuola sta riportando in vita, usando cadaveri di giovani uomini allo scopo di addestrare un esercito di soldati-automi da spedire in guerra – si offre di ripararlo per farsi notare. Ma questo bio-meccanico sembra aver conservato ricordi, sentimenti… e una coscienza. Elizabeth scopre che si tratta di Victor Frankenstein, brillante studente di Ingold deceduto in circostanze misteriose, e ne è pericolosamente attratta. Si ritrova così invischiata in una rete di segreti, intrighi e oscuri esperimenti che paiono implicare la Regina Elisabetta.




Quando Victor Frankenstein – 1,90m di altezza, fisico atletico e muscoli al posto giusto – si sveglia seminudo in un anfiteatro anatomico, tutto è fin troppo bianco e sterile attorno a lui, ha la bocca asciutta e un sapore metallico in gola: sa che gli è sicuramente capitato qualcosa di brutto prima di trovarsi lì, ma cosa? Ha alcuni ricordi confusi e sconnessi che gli girano nella mente ma sono senza senso: per questo di sente notevolmente a disagio, e sente freddo... inoltre si rende conto di non riuscire a muovere nessuna parte del corpo, nemmeno gli occhi!

Forse non aveva riportato danni permanenti. Magari aveva ingerito qualche veleno? A volte il curaro si usava come anestetico, e poteva provocare una paralisi temporanea.
Si lambiccò il cervello, cercando di ricordare se avesse maneggiato del curaro, ma l’ultima cosa che rammentava era che stava studiando in biblioteca. Henry aveva cercato di convincerlo a tornare nella loro stanza per un bicchiere di whisky, dicendo: «A che ti serve sgobbare così? Tanto lo sai che prenderai il massimo dei voti, come sempre. Sei uno studente modello, accidenti a te! Credo che almeno per una volta potresti battere un po’ la fiacca, per dare una possibilità anche a noialtri».
Ma… forse dopo era successo qualcos’altro. Maledizione. Perché non riesco a ricordare?

Elizabeth “Lizzie” Lavenza è la prima e unica studentessa femminile a essere stata accettata alla prestigiosa Facoltà di Medicina di Ingold, nello Yorkshire. Oltre ad essere una ragazza (già cosa inaudita per quei tempi), è una ragazza americana che in Inghilterra non ha legami né appoggi facoltosi, visto che è rimasta orfana. Tutto quel che possiede sono gli insegnamenti che il padre le ha dato fin da quand’era bambina, insegnamenti sia morali che culturali: fin da piccola le ha dato lui in persona lezioni di scienze, latino, chimica, biologia e fisica, oltre a renderla partecipe di tutti gli esperimenti in campo medico che stava cercando di condurre. Anche per questo motivo Lizzie si è sempre sentita libera di fare ciò per cui si sente portata e vuole a tutti i costi seguire le orme paterne frequentando la stessa scuola che aveva frequentato lui all’epoca: l’Accademia di Medicina e di Scienze Biomeccaniche Ingold, nello Yorkshire.


Le brughiere selvatiche e battute dal vento erano pure romantiche in Cime tempestose, ma in realtà erano piuttosto scialbe, soprattutto quando all’isolamento geografico si aggiungeva quello sociale. Ingold, tuttavia, aveva tutte le altre carte: il prestigio, l’eccellenza accademica, la possibilità di seguire le orme del defunto padre. D’altro canto, eccola qui, a quanto pareva destinata a ripetere la stessa conversazione per i successivi quattro anni. Era questo il problema, con la scelta del college: quando scoprivi il suo vero volto, ormai lo avevi già sposato.

Lizzie, 1,62m capelli castani naturalmente folti ed ondulati, sempre raccolti di uno chignon alto, è quindi non solo l’unica americana in quella scuola, ma è l’unica studentessa donna a frequentare i corsi di medicina, lì dove ragazze studiano solo nella scuola per infermiere, e la scuola di medicina ha classi solamente maschili.
Che sia una strana eccezione quella che l’ha fatta ammettere al corso di medicina? O piuttosto che sia il suo cognome Lavenza ad averle dato una mano, visto che il preside di Biomeccanica Ambrose Moulsdale, il preside della scuola di Bio-Ingegneria Edmund Makepiece ed il Preside della scuola di Chirurgia Dott. Grimbald conoscevano bene il padre di Lizzie?
Quel che è certo è che, neanche 48 ore dopo essere arrivata in quella scuola così grande e un po’ gotica (prima di diventare una scuola era un enorme convento di monaci) affollata di tantissimi studenti, non si è mai sentita così sola.


Si sentì gelare, poi avvampare. Avrebbe voluto rispondere: “E voi due non arriverete mai più vicino di così a una donna”, ma sapeva che non era vero. Quegli idioti probabilmente avrebbero avuto l’imbarazzo della scelta, quando avessero voluto sposarsi, e il peggio era che la stessa laurea in medicina che li avrebbe resi più desiderabili avrebbe reso lei meno appetibile. Pazienza. Preferiva una carriera stimolante a un marito prepotente. Era davvero un’ingiustizia che dovesse fare questa scelta, tuttavia, quando gli uomini potevano soddisfare sia la mente che il cuore.

Ciò che le dà le energie per andare avanti è la sua grande forza di volontà, la caparbietà e la tenacia di cui è provvista… oltre al supporto morale dei due compagni di corso con cui ha fatto subito conoscenza (gli unici due che la trattino con affetto e dignità) William Frankenstein (fratello minore di Victor) e Byram. Entrambi molto gentili con lei, seppure in maniera differente, come differenti sono i loro caratteri e il loro modo di agire – più pacato e tranquillo il primo, più fuori dalle righe ed intraprendente il secondo – sono quello di cui Lizzie ha bisogno per andare avanti in un luogo che le è ostile giorno per giorno, tra studenti e docenti. Per non parlare della sua compagna di stanza Agatha De Lacey “Aggie” che la detesta dal primo istante in cui si sono incrociate in camera.

Perciò, all’inizio dell’anno accademico, Lizzie capisce subito che farsi accettare da compagni e professori, che non perdono occasione per prendersi gioco di lei, sarà cosa ardua. Ma Lizzie è caparbia, e disposta a tutto pur di dimostrare quanto vale. Anche perché Ingold è un centro di eccellenza negli studi sulla biomeccanica, il cui obiettivo è riportare in vita con l’elettricità i cadaveri di giovani uomini per trasformarli in automi obbedienti e senza paura da spedire in guerra. Così, quando Lizzie s’imbatte in un biomeccanico difettoso, si offre di ripararlo per mettersi in luce.
Ma questo biomeccanico sembra aver conservato ricordi, sentimenti… e una coscienza. Quel che Lizzie non sa, ma che scopre pian piano, è che si tratta proprio di Victor Frankenstein, brillante studente di Ingold deceduto in circostanze misteriose, e più trascorre del tempo in sua compagnia (in gran segreto, perché non sarebbe permesso a nessuno studente trascorrere del tempo con i biomeccanici, figuriamoci all’unica studentessa di medicina, già sul filo del rasoio per ogni tipo di regola!) più ne è pericolosamente attratta.
Decisa ad aiutarlo a scoprire cosa gli sia accaduto, Lizzie si ritrova invischiata in una rete di segreti, intrighi e oscuri esperimenti che paiono implicare la regina Vittoria.


È più pericoloso avere ragione quando le autorità costituite hanno torto.

Questo libro è stato per me una scoperta sotto vari punti di vista: sia per la moltitudine di dettagli interessanti che caratterizzano il libro e lo rendono appartenente a più generi letterari contemporaneamente – passando infatti dalla narrativa al gotico, dal retelling allo young adult – è un libro che mi ha convinta e catturata fin dall’inizio.

Ho apprezzato molto lo stile di narrazione dell’autrice, che ha saputo abilmente suddividere le parti narrate da un narratore onnisciente che vede la storia dal punto di vista dei due principali protagonisti Lizzie e Victor, ora dal punto di vista dell’uno, ora dell’altra, dosando con molta abilità e grazia le descrizioni dei luoghi, dei personaggi, delle lezioni, dei termini tecnici medici, inserendo il giusto tocco di suspance e di emozioni necessarie a rendere il libro un romanzo che ti cattura, ti prende e non ti lascia fino alla fine.

Questo libro è stato in grado di regalarmi delle piacevolissime ore di lettura: ho potuto tuffarmi a capofitto tanto negli studi quanto nelle indagini con Lizzie, mi sono immedesimata nello stato d’animo di Victor prima studente modello ed essere umano e poi diventato un biomeccanico anomalo contro la sua volontà, un biomeccanico che però non solo prova emozioni, ma sa ragionare esattamente come quando era vivo, e che per questo diventa parte non solo rilevante, ma fondamentale per la storia.

Ed ho apprezzato molto anche gli insegnamenti che Alisa Kwitney ha inserito nel libro che vanno bene per tutte le lettrici (abbiate sempre il coraggio di far valere i vostri diritti di donne, anche in situazioni dove le menti maschili sono chiude e retrograde) ma anche per tutti i lettori per i quali sia importante aumentare la conoscenza del mondo. Ad esempio di ciò, inserisco la citazione che ha colpito molto anche la protagonista Lizzie:


Sapere aude: abbi il coraggio di sapere.

Non mi resta che augurarvi una buonissima lettura, vi assicuro che vivrete un’avvincente avventura assieme a Lizzie e Victor tra i corridoi e le stanze della Ingold, scoprirete misteri e segreti celati e non vedrete l’ora di arrivare alla fine del libro.
Ci sentiamo presto con la prossima recensione di un libro che, mi auguro, saprà convincermi e conquistarmi almeno quanto “Regina di Ossa”.



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