[RECENSIONE] L'ANNO IN CUI IMPARAI A LEGGERE - MARCO MARSULLO - EINAUDI


Buongiorno Sognalettori,
con il cuore pieno di gioia oggi vi parlo di un libro che mi ha emozionata tantissimo e che è stato uno dei libri più belli letti nell’anno 2019.

Si tratta di “L’anno in cui imparai a leggere” di Marco Marsullo, edito Einaudi Editore.




IL ROMANZO


Titolo: L'anno in cui imparai a leggere
Autore: Marco Marsullo
Data di uscita: 22 Ottobre 2019
Genere: Narrativa italiana
Pagine: 288


Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Cosí quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo fi glio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fi ngersi d’improvviso morti e primi batticuori. In piú, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall’Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l’uno all’altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.




Perché noi adulti non ci domandiamo la normalità e non ci sorprendiamo per la banalità. Ma al mondo, di banale, non c’è proprio niente. Solo che questo, prima di incontrare Lorenzo, io non lo sapevo. 


Il mio approccio con la scrittura di Marco Marsullo è stato come un innamoramento.
Fiato corto, farfalle allo stomaco e gambe che tremano.
La scrittura scorrevole, semplice e divertente di Marco mi ha permesso di divorare il libro in pochi giorni, perché tanta era la voglia di conoscere a fondo la storia di Simona, Niccolò, Lorenzo e Andrés.

Ma parliamo un po' di questi protagonisti.
Simona, una donna coraggiosa, rimasta orfana da piccola, con la passione del teatro ed un desiderio fortissimo di fare successo come attrice; Niccolò, il suo fidanzato, di mestiere scrittore, con un primo romanzo diventato subito un bestseller ma con una grande paura di non riuscire a replicare il successo con il secondo; Lorenzo, il figlio di Simona, un bambino che non ha mai conosciuto il padre, Andrés, è un bambino molto più sveglio della sua età e Andrés stesso, di nazionalità argentina, un musicista che irrompe nella vita di Lorenzo e Niccolò senza chiedere permesso e rompendo (ma forse anche aggiustando) gli equilibri.

Appena cominciata la lettura sono stata invasa da un turbine di emozioni fortissime: la descrizione del primo incontro fra Lorenzo e Niccolò è stata da pelle d’oca.

I bambini, quando ti regalano un metro, te ne chiedono in cambio due. A differenza dei cuccioli delle altre specie, non basta farli giocare e fargli le coccole. Devi dargli ogni cosa, la leggerezza e l’intensità, la serietà e la sincerità più grande che puoi. Tutto ciò che non sei mai riuscito neanche a dare a te stesso.

Da qui in poi la scrittura di Marco mi ha permesso di viaggiare nell’animo dei personaggi, assistendo ai loro cambiamenti ed alla loro crescita, regalandomi sensazioni che pochi libri sono stati in grado di farmi provare.

La penna di Marco ha saputo scrivere di temi molto importanti ed imprescindibili quali l’amore, la voglia ed il bisogno di accettazione, l’amicizia.
“L’anno in cui imparai a leggere” è stata una delle letture più belle del mio 2019, un libro che consiglierei a chiunque per la sua profondità ed intensità. Perché è un libro che insegna a ciascuno di noi l’importanza della famiglia, del legame profondo che ci lega a chi amiamo.

Le famiglie sono una trappola a cui nessuno di noi può rinunciare. Le famiglie si distruggono, spaccano le vite a metà, si ricostituiscono. Si autogenerano senza che ce ne accorgiamo, sono un sistema istintivo di sopravvivenza. Tutti ne abbiamo bisogno e tutti ne siamo soffocati.

Perché i figli non sono solo di chi ci mischia dentro il corredo genetico. I figli sono di chi se ne prende cura, di chi scova un ultimo granello di energia per loro, la sera, dopo una giornata infernale. I figli sono di chi, senza pensarci troppo su e senza una garanzia, si innamora di loro, anche se hanno gli zigomi di un’altra persona.

Una storia dove un bambino risulterà molto più sveglio e maturo degli adulti, e dove insegnerà loro cosa significhi fiducia e sincerità.

Perché giusto e sbagliato non esistono quando ami qualcuno più di te stesso: esiste esclusivamente la sua salvezza. Per i bambini conta solo la presenza, io lo avevo già imparato.

Ringrazio Marco per avermi resa così felice nel leggere questo libro, per avermi accompagnato in un viaggio dentro me stessa. Un’esperienza indimenticabile, di una potenza indescrivibile.


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