[RECENSIONE] LA RICAMATRICE DI WINCHESTER - TRACY CHEVALIER - NERI POZZA



Buongiorno Sognalettori,
oggi ho deciso di parlarvi di un libro che ho scelto di leggere in primis per due motivi: l'autrice e il titolo. A voi capita mai di scegliere di leggere qualcosa perché attirati dalla buonissima impressione che un autore vi ha lasciato dai libri precedenti che avete letto?😉

Il libro è "La ricamatrice di Winchester" di Tracy Chevalier, pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza.

Tracy Chevalier è nata a Washington nel 1962. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2004, BEAT 2011, 2015).
Con La ragazza con l'orecchino di perla (Neri Pozza, 2000, 2013) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002, BEAT 2012), La dama e l'unicorno (Neri Pozza, 2003, BEAT, 2014), L'innocenza (Neri Pozza, 2007, 2015), Strane creature (Neri Pozza, 2009, 2014) e L'ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013, 2014).
www.tchevalier.com

IL ROMANZO


Titolo: La ricamatrice di Winchester
Autore: Tracy Chevalier
Data di uscita: 16 Gennaio 2020
Genere: Narrativa contemporanea straniera | Storico
Pagine: 288


Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio.
Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale.
Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile.
Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.


È il 1932 e ci troviamo in una Gran Bretagna ante seconda guerra mondiale.
La protagonista è Violet Speedwell, una giovane donna di 38 anni dai capelli troppo lisci e di colore indefinito, spalle cascanti, occhi infossati azzurri e il naso arrossato. Inoltre è zitella... cosa che all'epoca era sia una cosa comune, sia vista non troppo di buon occhio.


Ma non era facile conoscere uomini liberi in quegli anni, perché i maschi adulti erano due milioni in meno delle femmine. "Donne in eccedenza", così venivano chiamate quelle rimaste nubili a causa della guerra e che difficilmente si sarebbero sposate, una minaccia, anzi una vera tragedia, per una società basata sul matrimonio. I giornalisti avevano coniato quell'etichetta, che equivaleva quasi a un marchio di infamia per chi la portava. Violet aveva pensato che col tempo ci avrebbe fatto l'abitudine, invece a trentotto anni suonati le bruciava ancora l'idea di essere una donna in eccedenza.

Violet ha un fratello minore di nome Tom (sposato con Evelyn e padre di due bei bimbi) e da casa della madre (vedova diventata alquanto scorbutica) e, dopo tanta fatica, ha finalmente preso la decisione di andare a vivere da sola trasferendosi da Southampton a Winchester, grazie ad un'opportunità lavorativa della Southern Counties Insurance per la quale lavora come dattilografa. La rapidità e la precisione con cui Violet batte a macchina la caratterizzano, e per questo trova grande soddisfazione nel suo lavoro, nonostante non vada matta nel trascrivere noiose pratiche burocratiche. Tuttavia questo lavoro è ciò che le permette di mantenersi e, grazie alla nuova acquisita libertà, le permette anche di poter respirare e vivere come vuole... sempre nelle ristrettezze economiche, ovviamente.


Violet non ammetteva mai di soffrire la solitudine, e ripeteva con una gaiezza un po' forzata che le piaceva girare da sola, perché la faceva sentire libera ed era più facile fare nuove conoscenze.

Un giorno per caso, durante una pausa dal lavoro, si ferma un attimo davanti alla bella cattedrale di Winchester e, una volta entrata, si ritrova in mezzo ad una cerimonia particolare: la cerimonia di benedizione dei cuscini ricamati dalla Venerabile Congregazione delle Ricamatrici e, sebbene lei sappia ben poco di cucito, ne rimane letteralmente affascinata... e in effetti quei cuscini sono meravigliosi e ricamati con impeccabile precisione!
Proprio per questo motivo, qualche giorno dopo, torna a chiedere informazioni ed è così che incappa nel numero di telefono della signora Biggins, responsabile del gruppo di ricamo: una donna altezzosa, dispotica e anche un po' antipatica, ma che si sa far rispettare al punto tale da pretendere un permesso dal datore di lavoro di Violet per permetterle di prendere parte ad una riunione del gruppo di ricamo.
Alla riunione Violet ha quindi la possibilità di vedere coi propri occhi come funzioni questa "grande macchina" formata da tante volontarie, tra cui le si avvicina subito una ragazza all'incirca della sua età. Gilda Hill infatti si dimostra fin da subito molto socievole e simpatica con Violet, ed è proprio Gilda che le spiega con gentilezza come funzioni il gruppo delle ricamatrici, dimostrandosi al contempo sia un valido aiuto che una buona amica.

Inoltre fin dalla prima riunione, Violet ha modo di fare la conoscenza di Miss Louisa Pesel  — la leader del gruppo di ricamo, nonché la migliore e più precisa ricamatrice di tutto il gruppo — rispettata da tutte e quindi, sicura della propria autorità, può permettersi di essere pacata e a modo, al contrario di Mrs. Biggins.
Miss Pesel prende subito in simpatia Violet tanto che inizia a spiegarle lei in persona tutti i vari punti di ricamo, come copiare gli schemi dei disegni, e soprattutto come valorizzare al meglio i colori accostando diverse sfumature dello stesso colore, e questo non fa che enfatizzare lo stupore e la felicità di Violet di aver intrapreso questa "pazzia". Ricamare diventa non solo una passione, ma anche un modo per distrarre la mente e, perché no, lasciare qualcosa di utile fatto proprio con le sue mani e dare il suo contributo.


Le sarebbe piaciuto fare un cuscino, e non solo per alleviare il dolore alle ginocchia dei fedeli. Un cuscino per il presbiterio, se possibile, e che durasse a lungo, anche dopo la sua morte. [...] Violet sapeva che difficilmente avrebbe avuto figli, e se voleva lasciare una traccia di sé nel mondo doveva trovare un altro modo. Un cuscino era una piccola cosa, ma sempre meglio di niente.

Cosa curiosa da scoprire è stata che sia esistita davvero una Miss Louisa Pesel ricamatrice di cuscini della cattedrale di Winchester, e l'accuratezza con cui l'autrice si sia informata di tutti gli aspetti storici prima di scrivere il libro (come ce ne parla l'autrice nella postfazione finale).


Confesso che la protagonista Violet non sia propriamente tra i miei personaggi ideali, tuttavia la lettura è stata piacevole ed il libro fa parte di quelli che consiglierei... anche se non l'ho amato del tutto... diciamo che l'ho gradito nel complesso, ma soprattutto perché mi piace molto il modo di scrivere dell'autrice, più che l'intera trama di questo libro.
Questo è senza dubbio un libro storico, una storia che vede protagoniste delle donne che lottano contro le ottuse convenzioni di un'epoca per aprire la strada al progresso, giovani donne determinate che vogliono emanciparsi e che possiedono la passione necessaria per superare i pregiudizi dell’epoca. Una spinta a riflettere sulle difficoltà che c'erano in passato e far riflettere i lettori di quanto siamo fortunati oggi ad avere molti meno "paletti"... anche se i pregiudizi di genere sono solo diminuiti... ma non ancora spariti del tutto, purtroppo.

Il libro è ben scritto, la narrazione è abbastanza scorrevole e in alcuni punti coinvolgente, tuttavia se devo fare il confronto con "Strane creature" della stessa autrice letto tempo fa...  questo libro mi ha coinvolta meno e non mi ha convinta pienamente. Certamente il modo di scrivere di Tracy Chevalier è istruttivo, interessante ed emozionante, ma in questo caso non so se sia colpa della protagonista che non mi è stata particolarmente simpatica o della trama che in alcuni punti ha preso delle strane pieghe... diciamo che mi ha entusiasmata meno di quello che mi sarei aspettata.
Certo è che "La ricamatrice di Winchester" mi ha fatto tornare indietro nel tempo facendomi scoprire alcuni dettagli ed aspetti dell'arte del ricamo specializzato nei cuscini delle cattedrali (e anche dell'arte campanaria) che non conoscevo, grazie anche alle accurate descrizioni e al linguaggio particolareggiato sia per quanto riguarda le descrizioni dei paesaggi che del periodo storico.

Ammetto di aver scelto la lettura di questo libro attirata sia dall'autrice che dal ricamo (che mi ha sempre affascinata, anche se le mie esperienze di ricamo risalgono a parecchi anni fa... ho iniziato a ricamare che ero alle elementari, e poi col tempo ho continuato ad interessarmene, sebbene il tempo era davvero poco e la frequenza molto saltuaria), ma mi sono approcciata alla trama vera e propria solo una volta avuto il libro tra le mani. Non sapevo bene cosa aspettarmi e quindi è stata decisamente una sorpresa.
Come accennavo prima qualche atteggiamento della protagonista non mi è andato molto a genio, ma tutto sommato ho gradito il finale. La mia impressione del libro è nel complesso positiva e mi ha confermato che l'abilità narrativa dell'autrice va al di là della trama in sé... perché anche quando la storia prendeva una strada non troppo di mio gradimento, il modo di raccontare le cose rimaneva ugualmente particolareggiato di dettagli.


E voi? Conoscete Tracy Chevalier? Quale preferite tra i suoi libri?




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