[RECENSIONE] LA VERITà SUL CASO HARRY QUEBERT - JOëL DICKER - BOMPIANI



Buongiorno Sognalettori,
oggi ho scelto di parlarvi di un libro che è stato molto nominato e letto, e che, grazie alle numerose traduzioni in varie lingue, nonché la trasposizione in telefilm, è giunto anche in Italia dove ha riscosso un grandissimo successo!!
Sto parlando di "La verità sul caso Harry Quebert" del giovane autore svizzero Joël Dicker, pubblicato dalla casa editrice Bompiani.

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. Il suo primo romanzo, Gli ultimi giorni dei nostri padri, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010.
Con il suo secondo romanzo, La verità sul caso Harry Quebert,un successo tradotto in 32 paesi, ha ottenutoil Prix de la Vocation Bleustein-Blanchet, il Grand Prix du Roman de l’Académie française e il XXV Prix Goncourt des Lycéens.
Nel 2015 è uscito in Francia Le livre des Baltimore.


IL ROMANZO


Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Autore: Joël Dicker
Data di uscita: Giugno 2016
Genere: Narrativa contemporanea straniera
Pagine: 784


Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.
Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan.
Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta.
Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzodi grande successo.
''La verità sul caso Harry Quebert'' è un fiume in piena, travolge il lettore e lo calamita dalla prima all'ultima pagina. E' il giallo salutato come l'evento editoriale degli ultimi anni: geniale, divertente, appassionante, capace di stregare prima la Francia, poi il mondo intero.
Titolo originale: ''La Verité sur l'Affaire Harry Quebert'' (2012).
È il giallo salutato come l’evento editoriale degli ultimi anni: geniale, divertente, appassionante, capace di stregare prima la Francia, poi il mondo intero. Con 800.000 copie vendute in Italia, è in classifica dal 2013, anno della sua pubblicazione, ed è il tascabile più venduto del 2018.


Libro discussissimo ovunque e letto da un sacco di lettori, tanto da diventare così famoso da suggerire un telefilm basato su di esso, “La verità sul caso Harry Quebert” – di cui il titolo originale è “La Vérité sur l'affaire Harry Quebert” – è un libro che avevo puntato già da tempo. 😉
A prescindere dal numero di pagine e dal telefilm statunitense (che si sapeva che sarebbe uscito presto anche in Italia), ero rimasta letteralmente affascinata dalla sinossi... e sì, lo ammetto, anche un po' incuriosita dal fatto che così tante persone e blogger che seguo lo avessero letto. La copertina di quel libro mi spuntava ovunque da mesi e il libro era andato dritto nella mia wishlist immediatamente.
Pertanto, dopo molti indugi (specialmente perché era andato a ruba un po’ ovunque), mi sono detta che avevo rimandato fin troppo e l'ho preso. Neanche a farlo apposta, pochi giorni dopo è iniziato il telefilm in tv.
Apro una piccola parentesi, che magari approfondirò meglio più avanti in una tappa della mia Rubrica: non me ne vogliano gli autori del telefilm, eh, sia chiaro, ma quando iniziano a cambiare dettagli su dettagli rispetto al libro (dai più sciocchi come il fermaglio giallo sui capelli di Nola mettendole invece un fiore giallo, cambiando l’età del protagonista Marcus, fino addirittura a cambiare il nome della cittadina dove avviene il tutto e lo Stato... ma perché???? Ditemi che senso ha?? e perché mai dovrebbe essere differente? Se nel libro c'è scritta una cosa, quella è, non ha senso cambiare dettagli a caso... capisco magari accorciare i dialoghi o che ne so tagliare qualche scena, ma i cambiamenti così, immotivati non li ho MAI né capiti né sopportati!), ho deciso di abbandonare il telefilm e continuare solo con la lettura.
Lettura che, tra l'altro, mi ha letteralmente catturata sia per i misteri contenuti nel libro, che per lo stile di scrittura.

Joël Dicker infatti riesce a coinvolgere a tal punto il lettore da fargli divorare pagine su pagine come se niente fosse e, oltre alla narrazione incalzante fornita di flashback chiarificatori e di riflessioni che rendono via via più reale e a tutto tondo ogni personaggio, inserisce qua e là una certa ironia sagace, quell'ironia sottile ma efficace che mi ha fatta scoppiare a ridere così, da sola, a voce alta... per fortuna che ero sempre da sola mentre leggevo il libro! 😅
Ora non so se tutti coloro che l’abbiano letto abbiano notato anche questa ironia dell'autore, fatto sta che questo sia un dettaglio che mi ha colpita in positivo e che mi è piaciuto tanto quanto la trama, i personaggi, la storia e il coinvolgimento dei lettori nel vivo del racconto.

Cosa che mi ha stupito è la giovane età dell'autore e l'altrettanta esperienza di scrittura che traspare dai capitoli del suo libro. Non dico quanto al numero di pagine eh, sia chiaro, intendo proprio l'abilità con cui la storia è strutturata, con cui gli intrecci si fondono e i misteri si infittiscono... bella mente Mr. Dicker! 😉

La sinossi è apparentemente semplice a prima vista: sabato 30 Agosto 1975 nella cittadina di Aurora, nello stato del New Hampshire, una ragazza di 15 anni, Nola Kellergan, viene inseguita da un uomo nel bosco e colei che vede la scena e che dà l'allarme è Deborah Cooper, una vedova che vive da sola al limitare del bosco.
Dopo la segnalazione della donna, tra gli alberi vengono ritrovati solo dei capelli biondi e qualche frammento di vestito rosso... ma nessun cadavere, in compenso dopo l'ispezione nel bosco i poliziotti tornano alla casa della signora Cooper e la trovano assassinata.
Per anni e anni ci si continuerà a chiedere dove sia finita Nola, ma nessuno ne saprà nulla per un bel pezzo.

Trentatré anni dopo, nel 2008 a New York, il giovane Marcus Goldman (30 anni), annebbiato dall’enorme fama improvvisa arrivata col successo del suo primo libro pubblicato 2 anni prima, inizia ad andare in crisi per il blocco dello scrittore.
Da due settimane è uscito il suo secondo libro e tutti lo riconoscono ovunque e gli chiedono informazioni... sia per la sua fama di scrittore, sia per il tema trattato nel libro, ovvero il caso di ritrovamento dei resti di Nola Kellergan nel giardino della casa di Harry Quebert.

Harry Quebert è per Marcus più di un mentore, più di un semplice professore di università, più di un amico, quasi come un secondo padre... ed è per questo che, appena ricevuta una strana telefonata da parte di Harry disperato, Marcus è partito alla volta di Aurora in auto del suo caro amico e, conseguentemente, si è sentito in dovere di raccontare la storia di quel che è successo 33 anni prima... non per la sua fama, non per colmare il suo blocco della scrittura, ma per spiegare la verità e per difendere Harry.

Non per niente qualche mese prima Marcus era corso da Harry proprio per chiedergli aiuto col suo blocco dello scrittore (essendo anche Harry Quebert un famosissimo scrittore, nonché mentore e fonte di ispirazione e di fiducia per Marcus) e, sotto suo consiglio, era andato a trovarlo per qualche tempo nella sua enorme casa ad Aurora per staccare dal caos newyorkese e per cercare di capire cosa fare della sua vita.
Quel che Marcus non si aspettava assolutamente era di toccare ancor di più con mano le sue insicurezze e la sua - forse? - incapacità di scrittore (visto che Marcus è sempre stato creduto migliore di quanto non fosse in realtà, per una serie di fraintendimenti tornati a suo favore), ma anche di poter comprendere maggiormente quanto ad Harry avesse fatto male la sua lontananza e quanto il passato che nascondeva fosse ben più misterioso di quel che avesse mai sospettato.
Per non parlare della promessa di Marcus ad Harry prima di tornare a New York dopo un breve periodo di quiete nel New Hampshire: sarebbe presto tornato a trovarlo.
Certo è che mai e poi mai si sarebbe aspettato di risentirlo così presto tramite una telefonata nel quale Harry gli diceva che era morta... che Nola era morta! Dopo tutti quegli anni in cui lui l'aveva aspettata, attesa, sognata, sperando che tornasse presto da lui...

Chiunque si ricordasse di Nola sosteneva che fosse una ragazza meravigliosa. Di quelle che non si dimenticano: dolce e attenta, con molti interessi e allegra. Era dotata di un’incomparabile gioia di vivere che sembrava in grado di illuminare anche i giorni di pioggia. Il sabato faceva la cameriera al Clark’s: volteggiava leggera tra i tavoli, facendo danzare nell’aria i suoi capelli biondi e ondulati. Aveva sempre una buona parola per ogni cliente. Si vedeva solo lei. Nola era un mondo a sé.

Lì per lì Marcus non capisce bene il succo della telefonata, ma solo dopo aver visto i notiziari riguardanti il ritrovamento del corpo di Nola – notizia che ha sconvolto e terrorizzato tutti – Marcus inizia a capire qualcosa e sente fin nelle viscere la necessità di correre in aiuto del suo caro amico Harry.

I notiziari radiofonici ripetevano a intervalli regolari la sua descrizione: ‘La persona scomparsa è una ragazza di pelle bianca, alta un metro e sessanta, peso quarantacinque chili, capelli biondi lunghi, occhi verdi, indossa un vestito rosso. Porta una catenina d’oro con il nome NOLA inciso sulla targhetta.’

A prescindere dal parere di tutti, che gli sconsigliavano vivissimamente di non immischiarsi né di farsi tirare giù a picco dalla faccenda, Marcus parte e, arrivato ad Aurora, inizia ad indagare per conto proprio per poter sia aiutare Quebert, ma anche per poter capire cosa sia realmente successo e trovare il vero colpevole.

«Signor Goldman, perché è qui ad Aurora? Cos’è venuto a fare a casa di Harry Quebert? Signor Goldman, cosa ci fa lei qui?» Perché ero lì? Perché si trattava di Harry. Che era probabilmente il mio migliore amico perché, per quanto incredibile potesse sembrare – e io stesso me ne resi conto solo in quel momento – Harry era l’amico più prezioso che avevo. Negli anni del liceo e dell’università non ero mai riuscito a instaurare rapporti di reale amicizia con nessuno dei miei coetanei, a creare quei legami che durano per sempre. Nella mia vita c’era solo Harry; e per me, stranamente, non si trattava di sapere se fosse davvero colpevole o no: la risposta non avrebbe cambiato nulla nella profonda amicizia che provavo per lui. Era una sensazione strana: forse mi sarebbe piaciuto odiarlo e sputargli in faccia come avrebbe voluto fare ogni cittadino statunitense, sarebbe stato più semplice. Ma quella faccenda non influiva in alcun modo sui sentimenti che provavo per lui. Mi limitavo a dirmi che, in fondo, Harry era un uomo, e tutti gli uomini hanno dei demoni. L’importante era solo capire fino a che punto quei demoni fossero tollerabili.

In realtà la trama è ben più fitta di quanto io abbia detto qui, ma non volendo fare spoiler, mi sono limitata a dire queste parole. Tuttavia vi posso assicurare di aver letteralmente divorato le quasi 800 pagine con la stessa intensità, curiosità, stupore, entusiasmo ed interesse dalla prima all'ultima pagina, proprio perché - come ho detto ad inizio recensione - sono stata catturata dalla trama e dalla scrittura dell'autore.

Non mi sarei mai aspettata di trovarmi tra le mani un libro così avvincente e scorrevole e misterioso, ma ne sono rimasta letteralmente affascinata... anzi, affascinata è dire poco! Rapita, calamitata all'interno, e soprattutto mi sono ritrovata anch'io ad indagare con Marcus, a riflettere sugli indizi e a cercare di sbrogliare la matassa.
Personaggi ce ne sono tanti, fatti e dettagli ancor di più, ma è proprio questo che mi piace dei gialli ben scritti: sanno darti la giusta dose di coinvolgimento e di interesse dall'inizio alla fine, facendoti trascorrere delle piacevolissime ore di lettura e allo stesso tempo concedendoti la possibilità di "indagare" anche tu, come se fossi una giovane detective.
Per non parlare poi delle annotazioni e suggerimenti che l’Harry scrittore dà al suo allievo Marcus… di cui quelle che mi hanno colpita maggiormente sono:

«Il primo capitolo è fondamentale, Marcus. Se ai lettori non piace, non leggono il resto del libro. Tu come intendi cominciare il tuo?» «Non lo so Harry. Pensi che un giorno ci riuscirò?» «A fare cosa?» «A scrivere un libro.» «Ne sono certo.»

Marcus, gli scrittori sono esseri così fragili che possono subire due tipi di dispiaceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d’amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.

Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letta l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito.

Se lo consiglio? Certo che sì, assolutissimamente!!!
Non so come sia il telefilm, perché appunto dopo la prima puntata mi sono fermata e non ho più continuato a vederlo, ma il libro mi è piaciuto talmente tanto che sono certa che vincerebbe ugualmente a mani basse... e poi si sa, i libri sono sempre meglio delle trasposizioni cinematografiche. 😉


2 commenti

  1. Sono felice che ti sia piaciuto così tanto. Io l'ho adorato, quest'estate mi ha tenuta molta compagnia

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    1. Baba ciao! ^_^ Ricordo sì quanto ti fosse piaciuto... ti ringrazio per aver letto la mia recensione e per aver ricordato così dei bei momenti in compagnia di questo libro. :-)
      Un abbraccio,
      Lara

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