[RECENSIONE] IL FILO CHE CI UNISCE - ROBIN BENWAY - DEAGOSTINI



Buongiorno Sognalettori!
Oggi ho scelto di parlarvi di un libro che mi ha conquistata non una, ma tre volte, come tre sono i protagonisti di "Il filo che ci unisce" di Robin Benway, pubblicato dalla casa editrice DeA.
Questo libro non ha colpito solo me, infatti viene definito come Straordinario caso editoriale, vincitore del prestigioso National Book Award. "Il filo che ci unisce" è un romanzo intenso che parla del significato della famiglia – quella in cui nasci e quella che trovi – e dell’amore vero, che va al di là del tempo, della distanza e dei legami di sangue.

L'autrice:
Robin Benway vive a Los Angeles. I suoi romanzi sono stati pubblicati in sedici lingue e i suoi libri sono diventati best seller in numerosi paesi. Il suo ultimo romanzo, Il filo che ci unisce, ha vinto il prestigioso National Book Award.

IL ROMANZO


Genere: Narrativa Contemporanea
Data di uscita: 30 Ottobre 2018
Prezzo cartaceo: 15,90€
Prezzo ebook: 6,99€


Non avere fratelli o sorelle non è poi tanto male. È così che l'ha sempre pensata Grace, figlia adottiva di una famiglia benestante. Ma quando al secondo anno di liceo capisce di essere incinta, Grace deve mettere in discussione tutte le sue certezze. Dare in adozione la bambina che sta crescendo dentro di lei è la scelta più difficile che abbia mai fatto, e all'improvviso sente il bisogno di saperne di più. Sulla sua storia, sulla sua vera madre. Scopre così di non essere affatto figlia unica. Come un uragano nella sua vita arrivano una sorella e un fratello. Maya, che ha i capelli scuri in una casa dove tutti li hanno rossi, che ha vissuto come un'aliena in un pianeta straniero, alla ricerca di sé e di un luogo dove non sentirsi fuori posto. E Joaquin, che ha passato tutta la vita in affido e ha imparato a difendersi dall'affetto degli altri, con la consapevolezza che le promesse sono in realtà foglie trascinate dal vento. "Il filo che ci unisce" è un romanzo che parla del significato della famiglia - quella in cui nasci e quella che trovi - e dell'amore vero, che va al di là del tempo, della distanza e dei legami di sangue.


Grace ha 16 anni, è una ragazza dai capelli scuri, è dolce, timida, amorevole, tutta perfettina ma anche tanto riservata… forse perché è stata adottata alla nascita e, nonostante viva con due genitori adottivi che le vogliono un mondo di bene, ha appena scoperto di essere incinta!! Si immaginava che la sera del ballo del 3° anno sarebbe stato perfetto coi suoi amici e col suo ragazzo Max, come quello che sognano tutte le adolescenti americane… non che proprio quella sera si sarebbe invece trovata in ospedale a partorire sua figlia!! Grace ha scoperto la gravidanza mentre era già alla 13° settimana, quando il bebè che portava in grembo era grande come una Pesca… E nello stesso giorno ha anche realizzato che, purtroppo, non avrebbe potuto tenerla dato che non avrebbe mai potuto darle tutto ciò di cui aveva bisogno: lei figlia unica e così giovane, che lavorava part-time in una boutique dopo la scuola… come avrebbe mai potuto farcela? Così, sebbene a malincuore, decide di darla in adozione a una coppia che sulla carta pare perfetta per il futuro che Grace sogna per la sua piccola Pesca.
Quel che Grace non si aspetta però è il magone che non l’abbandonerà più dopo aver salutato la sua piccolina in sala parto, pur sapendo che lei sia in ottime mani…
Sapeva che era ridicolo, che erano solo fotografie, che Pesca non sarebbe più stata ancorata a Grace com'era stata in passato, ma cercò ugualmente di sentirla di nuovo, cercò di ricordare la pressione del suo piedino sulle costole, il modo in cui tamburellava i pugni alle tre del mattino.Ma alla fin fine erano solo foto, e Grace le tirò fuori e le mise in un cassetto, sentendosi stupida. Avrebbe voluto guardarle e riguardarle in eterno e non avrebbe voluto vederle mai più.
Questo peso sul cuore cambia Grace e la fa crescere di colpo, perciò, di punto in bianco, un giorno Grace decide di reagire al suo grande dolore e per fare ciò chiede finalmente ai genitori di conoscere tutta la storia sulla sua madre adottiva, lei che non aveva mai fatto domande. Viene a sapere solo poco: che la madre biologica si chiama Melissa Taylor e che oltre a Grace ci sono altri due fratelli!!! Joaquin (17 anni) e Maya (15 anni).
E così, un po’ con timore e titubanza, Grace decide di mandare un’e-mail alla sorella minore Maya (quante cose si possono scoprire tra le scartoffie delle adozioni!) spiegandole di aver appena scoperto della sua esistenza e proponendole di conoscersi di persona.

Maya è piccola di statura, ma è una tipetta tosta: ha capelli scuri e ricci, un animo sarcastico ed un caratterino tutto pepe senza peli sulla lingua. Anche lei è stata adottata alla nascita ed è molto amata, peccato che la famiglia adottiva sia composta totalmente da persone di carnagione pallida, pieni di lentiggini e coi capelli rossi!! Per quanto amore provino per lei, chiunque si accorgerebbe anche lontano un miglio che lei sia stata adottata, e sebbene Maya finga di non pensarci affatto, la cosa inizia a pesarle un po’. Perfino l’enorme parete all'ingresso, piena di foto di famiglia, sembra gridarle questa sua differenza, a maggior ragione perché ha una sorella di appena 13 mesi più piccola di lei, Lauren, concepita dopo poco che Maya era stata adottata… a volte i misteri della vita sono proprio inspiegabili!
Per questo motivo Maya vede subito, nel poter conoscere una sorella biologica, una grande possibilità di sentirsi finalmente accettata per quella che è, a maggior ragione quando Grace e Maya si trovano faccia a faccia e notano le evidenti e numerose somiglianze nei loro volti!
Ma come fare a ritrovare il fratello maggiore Joaquin, il quale sembra irreperibile? E chissà cosa gli sia successo in tutti quegli anni… Che lui sia stato altrettanto fortunato quanto le due sorelle minori? E soprattutto, qualora riuscissero a trovarlo, lui avrebbe voglia di conoscerle tanto quanto loro ne hanno di conoscere lui?

Piano piano, capitolo dopo capitolo, ciascuno narrato con gli occhi di uno dei tre fratelli, l’autrice ci racconta non una ma ben tre storie, tre vite così differenti eppure così intrecciate tra loro, tre vite che nascondono molte sofferenze, insicurezze e segreti, tre giovani adolescenti che hanno nel cuore uno stesso grande desiderio: essere capiti e amati per quello che sono veramente… anche se ciò comporta l’aprirsi e confessare davvero le loro paure, affrontare quel che li intimorisce e provare finalmente a fare un passo avanti verso questa nuova consapevolezza di famiglia.
La ricerca delle loro radici infatti allo stesso tempo li avvicina e li allontana sia dal mondo che conoscevano fino al giorno prima, sia dal futuro che li attende. Contemporaneamente per ciascuno dei tre diventa difficile esternare le proprie emozioni alle altre due persone più simili a loro, sangue del loro sangue, nonostante si rispecchino l’uno negli occhi dell’altro e percepiscano di potersi fidare.
L’intensità con cui vivono questa novità li destabilizza e li rinforza, perché il legame fraterno si percepisce a pelle, a prescindere dal carattere e dalle esperienze trascorse; il legame che unisce i fratelli è un legame invisibile ma legato con doppio nodo.
La forza si può scoprire in se stessi, ma anche nella vicinanza di qualcuno che ci vuole bene davvero per come siamo.
Aveva imparato molte cose nei suoi diciassette anni. Una delle conseguenze dei continui trasferimenti di famiglia in famiglia era che aveva imparato ad adattarsi, a cambiare colore come un camaleonte per confondersi con l’ambiente circostante. Sperava sempre che se faceva le cose giuste, se diceva le cose giuste, nessuno avrebbe capito che era in affido. Tutti – vicini, compagni di scuola, il commesso del supermercato – avrebbero pensato che fosse uno dei figli biologici, permanenti come il sangue, impossibile da scambiare, da scartare, scartare, scacciare. 
E la presenza di persone importanti nella propria vita può avvenire per scelta, per caso o per un dono… ma sta poi a noi stessi proteggere questo legame ed alimentare giorno per giorno sentimenti puri quali l’amore incondizionato.

Ho scoperto questo libro un po’ per caso, leggendone la trama prima ancora che ne venisse pubblicata la copertina e ammetto che, fin da subito, la sinossi mi ha incuriosita al punto tale da convincermi che questo libro io l’avrei letto di certo, prima o poi. Ho avuto modo di leggerlo molto prima di quanto mi sarei immaginata e ne sono stata proprio felice, perché sebbene contenga delle tematiche forti, momenti delicati e fragili come cristalli, nonché tante insicurezze dei protagonisti, in realtà è un libro che scava nel profondo, che si addentra nel cuore di chi lo legge, è un libro che ti fa riflettere molto e che ti fa sgorgare sentimenti tanto tristi quanto preziosi.
Non avevo mai letto libri scritti da questa autrice ma la penna della Benway mi ha talmente affascinata da convincermi subito, fin dalle prime righe del primo capitolo. Ho percepito immediatamente di avere tra le mani un libro che avrebbe sfiorato le corde del mio cuore e che mi avrebbe accompagnata per molto. L’ho divorato, ma vi assicuro che ha continuato a viaggiare nella mia mente anche nei giorni seguenti, e lo fa tutt'ora mentre ne scrivo la recensione: è passato qualche giorno perché ho voluto ponderare bene le parole da scegliere, perché ho voluto che i miei pensieri si sedimentassero bene ed il mio parere al riguardo si consolidasse… Perché parliamoci chiaro: l’emozione che si prova appena finito di leggere un libro che ci ha colpiti è forte ma se questa emozione persiste a giorni e settimane di distanza, vuol dire che il libro ci è davvero entrato dentro!
Quindi preparatevi, perché mi metterò alla ricerca delle altre opere di Robin Benway!! 😉


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