[BLOG TOUR] TU SEI PARTE DI ME - "IL GIORNO ZETA" - #SIMONASPARACO


Buongiorno amici sognalettori!
Prosegue il blog tour dedicato al romanzo "Tu sei parte di me" edito Garzanti uscito il 15 novembre; oggi conosciamo insieme l'autrice Simona Sparaco!
Parliamo del racconto scritto da Simona in Tu sei parte di me, “Il giorno zeta”.
Mi sono soffermata a lungo a riflettere sulla frase "TU SEI PARTE DI ME" e mi sono chiesta cosa facesse davvero parte del mio essere e, soprattutto, cosa unisse realmente le persone.
Ho sempre detto che il mio computer sia la cosa a cui tengo di più, ma potrei cambiarne anche dieci, venti, un’infinità e trasferire i file che ritengo più importanti. Ma quali sono i file che riteniamo fondamentali, se non i ricordi?
Allora vi chiederei: cos'è un ricordo? A mio avviso i ricordi altro non sono che la traccia del nostro passato; c’è chi cerca di cancellarlo ad ogni modo e chi, invece, lo insegue insistentemente. Passiamo metà della nostra vita a cancellare e la metà che resta a cercare di ricordare ciò che non è più sotto i nostri occhi; capiamo il valore di ciò che abbiamo solo quando il vuoto si fa sentire, ed è questo che accade a Veruska, protagonista del racconto di Simona Sparaco, in questa bellissima raccolta.
Conosciamo il personaggio attraverso una sorta di lettera che scrive per sua madre con la speranza di ristabilire un contatto con lei, nonostante sia giunta da tempo a miglior vita.
L’ha sempre vista come una donna forte ma infelice, prigioniera della sua stessa casa, ed è riuscita a comprenderla solo nel momento in cui ha messo al mondo un bambino che non sentiva parte di sé. È così che comincia la nostra storia: con una donna che ha sempre estraniato le sue radici, per vergogna e timore di farne parte e che poi, negli anni, cercherà ogni volta che si guarderà allo specchio.
Ci siamo sempre difese dalle nostre vulnerabilità, perché crederci rispettivamente nel torto e invincibili ci restituiva la determinazione necessaria per continuare a vivere.
Veruska parla di un fatidico GIORNO ZETA in cui, addormentandosi al centro commerciale, ha perso suo figlio Ioan. Non si sentiva affatto madre fino a quel momento e non tollerava neanche la presenza di Francesco, produttore cinematografico con il quale aveva procreato al solo fine di ottenere una parte in un film. Lui ne è innamorato, ma senza esser mai stato ricambiato; ha accolto con orgoglio suo figlio sin dal primo istante ma la loro non è mai stata una vera famiglia.
Ed ecco che, perdendo inspiegabilmente il bambino, Veruska capisce ciò che davvero le appartiene.
Avrei voluto anche parlarti, ma mi hai intimato di fermarmi. «Svegliati!» mi hai ordinato con gli stessi modi bruschi di quando un rimprovero era davvero urgente. Avevi lo sguardo sempre più allarmato. «Svegliati!» hai continuato a gridare, finché non hai cominciato a scuotermi le spalle. A quel punto ho riaperto gli occhi per tornare di soprassalto alla realtà. Ci ho messo pochi istanti ad accorgermi che la carrozzina non c’era più. Poi ho chiesto subito aiuto. «Il mio bambino!» strillavo, scrutando la folla, ed era la prima volta che mi riferivo a Ioan chiamandolo in quel modo.
Cosa ne sarà di suo figlio? Riuscirà a ritrovarlo? Che ruolo avrà Francesco in questa storia?
Vi invito a leggere questo racconto perché merita davvero attenzione e soprattutto, vi invito non solo a guardarvi dentro, ma ATTORNO, perché solo così capirete che passato, presente e futuro possono essere belli se li guardiamo con occhi nuovi.

Lovebook (eNewton Narrativa) di [Sparaco, Simona]Solidea ha solo otto anni quando all’uscita di scuola incontra Edoardo, un adolescente sicuro di sé, dall’andatura spavalda e lo sguardo intrigante. Non è che una bambina con le trecce e i pon pon, ma non ha dubbi: Edoardo è il grande amore della sua vita. La differenza di età però, a quei tempi di scuola, si rivela una barriera insormontabile: possibile che il destino abbia intenzione di farli incontrare così presto? Quindici anni più tardi, dopo una lunga e disastrosa relazione sentimentale, nella mente di Solidea si riaffaccia il ricordo di Edoardo, e questa volta basta digitare il suo nome su una tastiera per dare una mano al destino e ritrovarlo su Facebook. Sembra facile ma, si sa, il destino ha i suoi tempi. Ha inizio così una romantica e divertente avventura, una storia raccontata a due voci, ricca di colpi di scena e imprevisti, perché anche ai tempi di Facebook, dove tutto si consuma in modo così rapido e bulimico, un amore può essere intenso e sofferto, come quando era necessario attraversare a vela gli oceani per ritrovarsi..

Simona Sparaco ha cominciato la sua ascesa letteraria con il romanzo “Lovebook”.
A colpirmi, in realtà, non è stato tanto il personaggio di Solidea quanto la storia in sé. L’amore giusto nel momento sbagliato, il destino che sbaglia i conti; in questo romanzo ho rivisto una piccola me, sognante, certa che l’amore della sua vita fosse un ragazzino ormai adolescente, che conosceva da sempre, insomma, è stato come guardare il film della mia vita, anche se, a distanza di dodici anni, la mia storia ha avuto un finale diverso (prima o poi bisogna scegliere se continuare a sognare o vivere per davvero).
Un romanzo che invita a guardarsi dentro.
“Avrei potuto”. Questo verbo mi ronza in testa da quando con Matteo è finita. Da quando quella svampita di una cotonata si è comprata il cucciolo di maremmano e con lui tutti i miei sogni, i miei progetti e quell'amore che non doveva finire mai. Non credevo che tutto questo avesse un prezzo, che con novecentocinquanta euro con lo sconto si potesse comprare l’infelicità di qualcuno.”
Simona scrive meravigliosamente, la sua scrittura è forte e diretta, colpisce dritta al cuore.
Il suo talento nello scrivere non è passato inosservato, tant'è vero che nel 2013 è stata tra i cinque finalisti candidati al Premio Strega, con Nessuno sa di noi.

Nessuno sa di noi di [Sparaco, Simona]
Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verde e blu delle grandi occasioni. Finalmente, dopo anni di inutili tentativi, di “sesso a comando” e di calcoli esasperanti con calendario alla mano, conosceranno il loro bambino. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è “troppo corto”. Ha qualcosa che non va. Comincia così il viaggio di una coppia nella nebbia di una realtà sconosciuta. Luce e Pietro sono chiamati a prendere una decisione irrevocabile, che cambierà per sempre la loro vita e quella di chi gli sta intorno. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade li conducono a un vicolo cieco? E l’amore fino a che punto potrà salvarli? Nessuno sa di noi è la storia della nostra fragilità. Di un mondo che si lacera come carta velina e di un grande amore che tenta in ogni modo di ricomporlo. Un’esperienza di dolore e rinascita raccontata da una voce così potente e umana da rimanere impressa per molto tempo. Un romanzo che scuote l’anima.

In questo romanzo ho trovato una nuova Simona, più determinata e diretta, talvolta drammatica. Non è mai facile raccontare la storia di una gravidanza difficile, di un “vicolo cieco” dal quale non si sa se e come uscire. Una malformazione inaspettata porterà ad una scelta tanto difficile quanto dolorosa, che metterà a dura prova anche il più forte degli amori. Credo di aver letto, un giorno, che il dolore ha un peso ma se lo si porta in due fa meno male.
Una storia che ci mostra che anche la felicità più pura può essere revocata con poco e che, basta una scelta a cambiare una vita.
“Crescendo si scopre che tutto ha un limite. Persino l’amore. E noi che lo credevamo grandioso, indistruttibile. Ma l’amore è una ferita che non guarisce mai, sempre sul punto di riaprirsi. E basta un niente perché si infetti”.
TRE MOTIVI PER LEGGERE I ROMANZI DI SIMONA SPARACO:

1. PER l'ORIGINALITÀ’ DEI SUOI TESTI
2. PER LA SUA SCRITTURA FORTE E DIRETTA
3. PER IL SUO CORAGGIO NELL'AFFRONTARE TEMI “DIVERSI

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